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Startup Italia, Crowdbooks: una nuova sfida per il mondo dell’editoria [Intervista]

Tra le startup italiane di successo, parliamo oggi di Crowdbooks: la neo-impresa offre una piattaforma di pubblicazione specializzata nella produzione di libri illustrati che si propone come una sfida al mondo dell’editoria convenzionale nonché alle limitazioni artistiche ad essa associate. L’innovativo concetto di Crowdbooks unisce l’innovazione nel mondo dell’editoria alla possibilità, per tutti gli amanti delle arti, di partecipare alla produzione di progetti di altissima qualità: dall’idea al primo grande progetto, ecco cosa ci ha raccontato il founder di Crowdbooks, Stefano Bianchi.

Una nuova sfida per l’editoria… Com’è nata l’idea di Crowdbooks? Quali mancanze ha voluto andare a colmare?

“Crowdbooks è un’azienda intimamente legata alla mia professione di grafico ed art-director e alla mia passione per i libri fotografici. Mi sono deciso a fare qualcosa quando ho cominciato a veder passare sulla scrivania del mio ufficio molti progetti editoriali molto belli che per motivi puramente economici non riuscivano a vedere la luce del giorno. Lo scopo principale di Crowdbooks è quello di sostenere la produzione di libri fotografici con un modello di business ‘comunitario’ di scoperta, condivisione e sostegno che è fondamentale per gli autori emergenti che possono così farsi conoscere, far conoscere i loro progetti, creare nuove connessioni e beneficiare di una moltitudine di servizi e competenze specifiche dell’edizione rispetto alle piattaforme ‘generaliste’.”

Qual è stato il percorso di sviluppo della startup? Avete avuto il supporto di qualche investitore e/o incubatore?

“Il debutto di Crowdbooks è stato a Parigi ( dove ho vissuto e lavorato gli ultimi 16 anni), da subito si è rivelato molto positivo, in soli pochi mesi e facendo bootstrapping sono riuscito a far finanziare e produrre da solo sei bellissimi libri raccogliendo circa 80.000€, non mi aspettavo un tale successo tanto che mi sono dovuto fermare per strutturare meglio l’azienda , renderla “scalabile” e sostenibile. Grazie al supporto di LVenture Group che ha investito 80k nella mia azienda e grazie al percorso molto formativo all’interno dell’acceleratore LUISS ENLABS a Roma, sono riuscito a formare un’equipe solida e costruire una piattaforma tecnologica in grado di accogliere facilmente la mole di progetti che ci arrivano da tutto il mondo.”

Dal crowdfunding a Crowdbooks… Come funziona? Chi e in che modo si può supportare la pubblicazione di libri?

“Crowdbooks introduce un modello completamente nuovo e unico di pubblicare libri illustrati, chiunque infatti può sostenere in modo semplice la pubblicazione di un libro scegliendo di pre-acquistarne una copia in edizione limitata, ad un prezzo più vantaggioso e beneficiando talvolta anche di ricompense uniche (possibili solo durante la campagna ) quali una stampa originale firmata per esempio; la copia pre-acquistata online sarà spedita direttamente all’indirizzo fornito. Se il concetto del crowdfunding non è nuovo ed è cresciuto molto negli ultimi anni, Crowdbooks si rivela un partner indispensabile perché, a differenza delle altre piattaforme si occupa di gestire il budget raccolto, accompagnando il progetto dalla sua concezione fino alla produzione e vendita, offrendo il know how di una casa editrice tradizionale con una dedizione specifica per ogni singolo autore grazie ad un team editoriale affiatato e focalizzato alla comunicazione e il successo di ogni singolo prodotto.”

Obiettivi futuri?

“Crowdbooks come editore vuole diventare il punto di riferimento per la pubblicazione e produzione di libri fotografici / illustrati di autori sia emergenti che affermati.”

E’ da poco uscito il primo StartupSurvey, il censimento delle startup italiane. Che risposta dareste al quesito che vi chiede consigli e suggerimenti per migliorare il mondo delle startup nel nostro Paese?

“Sicuramente c’é bisogno di più flessibilità per quanto riguarda la creazione d’impresa perché ci sono ancora troppe formalità e lentezza unite ad una fiscalità locale decisamente svantaggiosa per chi parte con pochi mezzi e cerca in primo luogo solo di validare l’idea di business senza ritrovarsi nelle maglie della burocrazia.”

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