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Startup Italia, Hopstok: la merce invenduta non sarà più un problema

Un mercato che vale 10 miliardi di euro solo in Italia e ben 240 miliardi di dollari in tutto il mondo: si tratta del mercato dell’invenduto, ovvero tutta quella merce che rimane nei magazzini delle aziende senza trovare una destinazione remunerativa. Da questo problema, nasce la startup italiana Hopstok.

Hopstok nasce da un’idea di Giulia Ruggi, 29enne di Lucca che da startupper si occupa proprio del problema dell’invenduto. “Ho iniziato a lavorare come freelance, offrivo consulenza di web marketing per piccole e medie imprese. Poi ho incontrato un amico (Luca Vannucci, informatico) che lavorava all’interno di un negozio multimarca e aveva conosciuto da vicino il problema della merce invenduta. Mi ha parlato della prassi di molti commercianti nel settore della moda di scambiarsi i prodotti rimasti in magazzino per rientrare negli investimenti. Ci siamo chiesti: ‘Perché allora non digitalizzare questo processo?’.” spiega Giulia al magazine Milionaire.

Hopstok è uno shop online dedicato a negozi multimarca nel campo dell’abbigliamento, accessori, calzature e attrezzature sportive: i negozianti possono vendere le loro merci invendute ad altri che, magari, hanno più richiesta di un determinato prodotto. In questo modo, oltre a risolvere il problema della merce invenduta, si andranno anche ad aumentare i picchi di vendita. La startup conta un team di 7 persone ed, incubata da HFarm, è stata valutata 750mila euro. Infine, è attualmente online una versione beta della piattaforma ma si contano già una trentina di negozi registrati.

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