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Startup Italia, ItalianWay: l’ospitalità diffusa a Milano [Intervista]

Per Urban Business torniamo a parlare di startup italiane di successo con ItalianWay, innovativo modello di ospitalità diffusa operante a Milano: dalla nascita dell’idea agli obiettivi futuri, Davide Scarantino – uno dei fondatori – ci ha raccontato la storia della startup che in un solo anno ha ospitato 22mila persone.

Fondata nel 2014, ItalianWay si occupa di ospitalità diffusa a Milano. Iniziamo con le domande di rito, com’è nata l’idea?

“L’idea è nata da una chiacchierata tra me e il mio socio originario, Gianluca: amici dai tempi dell’infanzia, ragionavamo sul fatto che entrambe le nostre famiglie avessero degli immobili non venduti ma come, allo stesso tempo, la locazione ordinaria fosse diventata quasi pericolosa a causa dei mancanti pagamenti o delle occupazioni. Alla ricerca di una nuova strada per far fruttare questo patrimonio, abbiamo pensato di iniziare a operare nel settore delle locazioni a breve termine: abbiamo scoperto un mondo molto interessante in cui, attualmente, gestiamo cento appartamenti di cui i nostri sono solamente quindici. Ci siamo immaginati di costruire, distribuite per la città, delle reception fisiche in cui il cliente possa svolgere gli adempimenti burocratici e lasciare i bagagli: in questo modo potremmo avvicinare il modello degli appartamenti a quello degli alberghi, compensando i difetti del primo.”

Ospitalità e alberghi diffusi: di cosa si tratta?

“Solo dieci anni fa l’ospitalità era ad esclusivo appannaggio di alberghi o B&B. Nell’ultimo periodo, complice l’avvento di portali tipo Airbnb ma anche tutta una serie di adeguamenti amministrativi, è diventato possibile per chiunque possegga un’abitazione residenziale affittare la propria casa per brevi o brevissimi periodi a conduttori: ciò ha fatto nascere un nuovo modello di ospitalità diffuso/distribuito per la città. L’impatto sul settore del turismo è stato molto forte, paragonabile all’avvento delle Online Travel Agency: se queste ultime hanno eliminato il concetto di avviamento, l’ospitalità diffusa aumenta in modo sostanziale il numero di posti letto presenti in città ad esclusivo vantaggio del consumatore finale.”

Entriamo ora nel merito di ItalianWay, come funziona? Quali sono i servizi offerti?

“Il modello che adottiamo è proprio quello di un albergo diffuso che vende tramite i classici canali del settore alberghiero, da Booking.com a Expedia, ma anche tramite il sito ufficiale: il nostro obiettivo è che il sito della startup diventi nel tempo il primo canale commerciale ma, affinché questo avvenga, dobbiamo raggiungere una massa critica. Abbiamo quindi pianificato una rapida crescita, anche attraverso acquisizioni di numero di appartamenti in gestione, anche con l’obiettivo di veicolare una quota più significativa di locazioni direttamente dal sito di ItalianWay. Per quanto riguarda i servizi, ci occupiamo della gestione di tutta l’ospitalità del cliente dal momento della prenotazione – con un ufficio di booking che lavora 7 giorni su 7 – sino al momento dell’uscita del cliente ma anche del pernotto, delle informazioni/prenotazioni turistiche: cerchiamo di adottare uno stile di gestione molto informale così che il cliente abbia la sensazione di parlare con un proprio conoscente”

Qual è il target degli utenti di ItalianWay?

“Anagraficamente escluderei solo le persone sopra i 60 anni d’età che, tendenzialmente, non sono solite utilizzare questi canali: la fascia dai 20 ai 60 anni, invece, si sta orientando sempre di più sull’appartamento. I nostri clienti sono al 70% stranieri che vengono a Milano per affari o per piacere, con un aumento di quest’ultima categoria: storicamente gli albergatori milanesi dicevano che si lavorava durante la settimana e non il fine settimana, negli ultimi 12 mesi questa dinamica è drasticamente cambiata e, da milanesi, questa cosa ci fa molto piacere.”

Obiettivi futuri?

“Sicuramente quello di diventare la struttura più significativa a Milano ma, soprattutto, dimostrare che quello di ItalianWay è il modello giusto: l’obiettivo principale è quello di avere 400 appartamenti e una reception per ogni porta della città, reception che deve diventare un vero e proprio info-point turistico rivolto ai clienti ma anche ai terzi”

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