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Startup Italia, l’inglese per bambini è facile con Ellybee: “Innovazione è qualcosa che ci aiuta là dove abbiamo difficoltà”

Insegnare l’inglese ai bambini senza annoiarli… Impresa impossibile? Non più! La startup italiana Ellybee ha creato un metodo facile ma, soprattutto, divertente per sfruttare le incredibili potenzialità d’apprendimento dei più piccoli.

La startup è nata da Andrea, non ancora quarantenne, ma quasi, imprenditore incallito da 15 anni! Ha 2 bimbe bellissime e tutto ciò che costruisce lo fa con amore e tanta passione.” e Ornella che racconta “Io, 41 anni, ho vissuto a Londra per tanto tempo, poi sono tornata nel Bel Paese per amore! Ho 3 bambini, anche loro bellissimi (ovviamente!!) che sono nati in una famiglia dove l’inglese si parla e si vive! Ho sempre lavorato nel mondo dell’infanzia perché con i bambini riesci sempre a sentirti viva e creativa, non smetti mai di sognare.”: così è nata Ellybee e, insieme ad altri 4 collaboratori, Andrea e Ornella lavorano per far crescere il loro “piccolo grande progetto”. Abbiamo intervistato Ornella, co-founder di EllyBee: ecco cosa ci ha raccontato.

Insegnare l’inglese ai bambini divertendoli… Una sfida tanto difficile quanto importante: da chi/cosa nasce l’idea di Ellybee? E il nome della startup?
“Partiamo dal nome! Si è subito pensato a un animaletto, piccolo, agile e divertente che accompagnasse il bambino nel mondo della lingua inglese…L’apina ci è subito piaciuta! Inoltre, in inglese, “bee” ti permette di fare tanti giochi di parole con il verbo “to be” tipo “bee (be) my friend” etc… Così è nata l’idea di un’apina che somigliasse un po’ a me e ad Andrea, sempre in movimento, pieni di cose da fare, multitasking e con tanta passione in ciò che si fa! Elly, si riferisce al mio nome…un po’ più English! Il progetto è nato dalla mia osservazione sulla naturale predisposizione dei bambini ad imparare ciò che piace! I bimbi sono molto centrati su sé stessi, così anche i miei figli non sono da meno!Ellybee è quindi nata grazie a un’attenta osservazione dei miei bambini. Da quando erano piccoli la sera li portavo a letto raccontando loro una delle mie storie, che poi personalizzavo con i loro nomi e le loro peculiarità. Lo facevo in entrambe le lingue, italiano e inglese e loro si appassionavano tantissimo, perché erano i protagonisti!
Come si sa, ai bambini piace la ripetitività, che è la chiave dell’apprendimento soprattutto nell’età prescolare in tutti gli ambiti. Così è nata l’idea di “stimolare” l’apprendimento della seconda lingua emozionando il bambino che, sentendosi protagonista della sua storia, si attiva e inizia a imparare e ricordare le prime parole, le piccole frasi e ad assimilare i fonemi della lingua inglese. Ho così avviato il mio progetto pilota nella classe di uno dei miei figli. Il risultato è stato un successo. Da qui il primo passo verso la nascita di Ellybee grazie anche all’incontro quasi casuale con Andrea, il mio inseparabile Socio.

“Emozionando s’impara!”: cos’è e come funziona la realtà aumentata?
“Il vero segreto per un apprendimento duraturo e costante è la motivazione. I bambini potrebbero imparare 10 lingue alla volta se fossero motivati a farlo e,per loro, la motivazione che spinge all’apprendimento è il gioco e il divertimento. Ellybee è semplice ed ambizioso: noi vogliamo migliorare la qualità del tempo trascorso con i bambini utilizzando i dispositivi mobili per rendere l’apprendimento divertente e al passo con i tempi. Volevamo bypassare il CD, DVD, etc…, ma anche qualcosa che rendesse l’interazione immediata, come prendere semplicemente un device in mano e lanciare un’app: La nostra realtà aumentata è rappresentata da varie animazioni che fanno prendere vita alle pagine del libro. Elly è una sorta di educatrice ‘tascabile’ che vien fuori semplicemente puntando il device sulle pagine dei nostri libri. Lei insegnerà ai bambini varie parole e intere frasi in inglese che il bambino dovrà ripetere. Al momento l’interazione è fittizia (anche se il bambino la percepisce come reale) ma in working progress sarà applicato il riconoscimento vocale per rendere l’interazione tra ape e bambino ancora più realistica”.

A quale fascia d’età sono rivolti i libri di Ellybee? Ma, soprattutto, quanto è importante che l’apprendimento di una seconda lingua avvenga durante l’infanzia?
“Ellybee al momento si rivolge ai bambini dai 3 ai 7 anni, ma l’obiettivo è quello di rendere il progetto godibile per diverse fasce di età: esporre il bambino alla lingua inglese sin dalla prima infanzia è auspicabile perché apprende e assimila spontaneamente tutto ciò a cui viene esposto. Il bambino fino ai 7 anni ha infatti un ‘apprendimento silente’ in cui assorbe l’uso delle regole grammaticali inconsciamente, sviluppa abilità di comprensione e si appropria del sistema fonologico in modo del tutto istintivo. È questo insomma il momento in cui si pongono le basi perché i bambini possano acquisire abilità quasi comparabili ai nativi se esposti a istruzione linguistica continuativa.I vantaggi del nostro metodo rispetto a quelli tradizionali sono dati dall’innovazione del metodo stesso e dalla sua versatilità. I nostri libri possono essere di supporto agli insegnanti per un corso d’inglese o possono essere semplicemente letti a casa per incrementare la consapevolezza linguistica in maniera efficace e sostenibile”

Qual è stato il percorso affrontato dalla vostra startup? Avete trovato finanziatori e/o incubatori che vi hanno supportato nel progetto?
“Noi siamo stati finanziati da Smart and Start e forse a breve faremo parte del mondo di un incubatore, ma è tutto ancora da vedere, stiamo valutando l’offerta!”

Dal 2013 ad oggi… Come stanno andando le cose?
“Mi sembra ieri, ma da quando abbiamo costituito la società, Dicembre 2013, ad oggi, sono passati già 25 mesi! Il nostro progetto in questi anni si è trasformato ed ottimizzato: non è stato facile e continua a non esserlo, ma destiamo interesse su tanti fronti oltre a quelli educativi. Dovrebbe infatti partire anche una linea sperimentale del progetto che vedrà la nostra metodologia applicata ai bambini con deficit mentali: Ellybee ha un potenziale molto forte, può valorizzare tutti i contenuti che ad oggi pongono dei limiti all’editoria tradizionale e può essere applicato a qualsiasi tematica. Noi abbiamo depositato il brevetto a Luglio 2015 in Italia, il prossimo passo è il deposito Worldwide.”

La parola innovazione, infine, viene spesso legata alla tecnologia che, nonostante faccia oramai parte della quotidianità, non sempre è fruibile da tutti: molto più raro è, invece, sentir parlare di innovazione in campo culturale. Cosa significa per voi essere innovativi?
“Innovazione secondo noi è qualcosa che ci aiuta là dove abbiamo difficoltà e, per noi italiani, la lingua inglese è un problema. Se andiamo a guardare i risultati di altri paesi europei, per esempio i Danesi, a parità di ore scolastiche in scuola primaria (2 h per settimana) hanno una popolazione che parla inglese correntemente. La differenza? Loro ‘vivono’ la lingua, la parlano, l’ascoltano, la rendono una presenza regolare, un’abitudine e un qualcosa di ordinario nella loro vita. In Italia non è così: l’inglese lo fa il bimbo che ha i genitori con maggiori possibilità economiche, perché le scuole d’inglese, le lezioni extrascolastiche costano! I libri? Sul mercato ne troviamo tanti e a portata di tutti, Internet e Video in inglese? Un’infinità! App per bambini? Come prima, ma Ellybee si differenzia perché fa leva anche sul fattore emotivo del bambino e del genitore. Lui è il protagonista della storia ed è lui che interagisce in prima persona con l’apina Elly che parla e fa tante domande. Quindi da apprendimento passivo, come leggere un libro, l’apprendimento diventa attivo grazie all’innovazione! L’innovazione dunque sta nell’aver legato al prodotto classico, i nostri amati libri cartacei, all’ultimo ritrovato tecnologico, ossia la realtà aumentata.E, non da meno, per noi Innovazione significa anche alla portata di tutti! Con un libro si può imparare moltissimo e i costi non si avvicinano neanche a quelli di 2 lezioni di Inglese individuali o di gruppo!Innovazione è anche Etica.”

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