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Startup Italia, Wastad e la rivoluzione della pubblicità: ” Garantire il contenuto giusto, alla persona giusta, al momento giusto”

Torniamo a parlare di startup italiane con Wastad, una giovane impresa che punta a rivoluzionare il campo della pubblicità con particolare attenzione al mobile advertising: l’idea di Davide Federici, fondatore della startup, è tanto semplice quanto rivoluzionaria ovvero “Garantire il contenuto giusto, alla persona giusta, al momento giusto”. Ma come fare? La nostra redazione ha intervistato il CEO di Wastad per conoscere meglio il loro grande progetto che, attualmente, è oggetto di una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

Ciao Davide e benvenuto su UrbanPost! Oggi parliamo di marketing e business, due settori da sempre a braccetto che – grazie all’innovazione – potrebbero subire una totale rivoluzione: è questo il fine di Wastad, startup italiana che ha ideato un metodo innovativo per fare pubblicità. Prima di entrare nel merito, ci racconti della nascita e del team di Wastad?

“All’epoca era un pensiero, quasi astratto, che andava e veniva: la “folgorazione” è arrivata sulla via di Colonia durante un viaggio verso una fiera del settore ‘sacchi immondizia’, sacchi rifiuti che producevo all’epoca ma che produco ancora. Ne vado fiero, ma ormai Wastad è la mia passione, la mia rivoluzione, la mia innovazione. Come una scintilla che dà il via al propagarsi di un incendio inarrestabile, ho iniziato a parlarne in giro, a elaborare un piano, ad incontrare persone che potessero aiutarmi. Adesso siamo qui, è passato parecchio tempo, siamo solo all’inizio ma qualcosa da quel giorno è cambiato. Ad un anno dalla sua fondazione – era infatti Gennaio 2015 – Wastad non è più solo mia ma siamo in tre: io, Nastassya e Luca che stanno sognando ad occhi aperti con me. Non è più solo mia perché a forza di parlarne ho trasferito stanchezza, stress ed entusiasmo a mia moglie Stefania ma anche ad amici, parenti e a tutte quelle persone che si stanno appassionando al nostro progetto e ci aiutano concretamente con tempo e denaro.”

Non semplice pubblicità, il settore di riferimento della startup è quello del mobile advertising che nel 2013 valeva 290.000.000 di euro e nel 2015 ha visto raddoppiarsi il suo valore, raggiungendo i 580.000.000 di euro: ciò che propone Wastad è un QRCode che, stampato su prodotti usa e getta di uso comune, una volta aperto propone pubblicità “ad hoc” per i suoi utenti. Ma raccontaci qualcosa in più…

“Wastad è la semplice unione di due parole inglesi “waste” e “advertising” e da un ricerca veloce abbiamo scoperto che in gallese significa “sempre”. Non poteva andarci meglio perché, dopo tutto, la pubblicità ci mette a conoscenza sempre di cose nuove, sta a noi coglierle. La pubblicità invade gli spazi delle persone ed è per questo motivo che risulta fastidiosa: il mantra nel settore della pubblicità online oggi è invece quello di garantire il contenuto giusto, alla persona giusta e al momento giusto. Partendo da quest’ultimo aspetto crediamo che nessuno meglio dell’utente stesso conosca il momento migliore ed è per questo che con noi decide quando cogliere le sue opportunità: le persone nei momenti di relax potranno vivere un’esperienza personalizzata in modo spensierato rimanendo sorpresi e appagati dall’affinità dei contenuti pubblicitari grazie all’utilizzo dei dati ottenuti consensualmente quando si registrano e utilizzano la nostra app. Diamo la libertà di lasciarsele sfuggire da sotto il naso.”

E per quanto riguarda le aziende che scelgono di stampare il QRCode sui loro prodotti?

“Chi decide di promuovere il proprio brand con noi sa cosa significa lasciare i propri spazi agli utenti, sa che l’attenzione si guadagna coinvolgendo e non “martellando”. Chi decide di utilizzare la nostra piattaforma è cosciente anche di tutti i nostri vantaggi tra i quali il fatto che la fruizione non invasiva dei contenuti pubblicitari garantisce una percezione positiva del brand, che l’interazione umana – l’utente deve effettuare la scansione per interagire – è un sistema efficace per garantire visualizzazioni reali e non contaminate da BOT o che, infine, l’alta diffusione dei supporti (box della pizza, carta igienica…) garantisce un elevato potenziale di traffico in quanto sono supporti di uso quotidiano, basti pensare che andiamo in bagno dalle 6/8 volte al giorno. L’altro importante valore del nostro progetto è quello di coinvolgere i produttori di beni di largo consumo: condividiamo infatti i nostri guadagni con i produttori che decidono di diventare nostri partner stampando il nostro QR dandogli, tra le altre cose, la possibilità di guadagnare anche dopo la vendita del prodotto fisico.”

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