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Startup Italia, Watly: acqua pulita, elettricità e internet grazie all’energia del Sole [Intervista]

Quest’oggi torniamo a parlare di startup italiane di successo con Watly, impresa che ha creato un sistema innovativo per avere acqua pulita, energia elettrica e connessione internet… Il tutto grazie ad un’unica macchina. “Solo quando viene utilizzato per migliorare le sorti mondo, internet raggiunge il massimo del potenziale”, così Marco Attisani, founder e CEO, ha introdotto il suo grande progetto ai lettori di Urban Post.

Watly, un progetto importante che – senza troppi giri di parole – può cambiare le sorti del mondo o, almeno, di buona parte di esso. Come e quando è nato tutto ciò?

“L’idea è nata tre anni fa, in questo periodo circa, quando vivevo a Barcellona e alle spalle avevo già diversi anni di esperienza nel campo delle energie rinnovabili: nel 2013, sebbene c’era già qualche segnale di decadenza, Italia e Spagna erano pionieri in questo settore. Un giorno, guardando il mare, mi sono chiesto ‘Ma come può, in un pianeta coperto al 70% d’acqua, essere quest’ultima un problema per 1 miliardo di persone?’: il vero problema, in verità, non è la scarsità ma la contaminazione. La soluzione, almeno quella attuale, è utilizzare energia da fonti non rinnovabili per pulire l’acqua: la mia idea, invece, è stata quella di utilizzare il sole. La nostra stella, in soli 40 minuti, potrebbe fornire l’energia necessaria in un anno per l’intera civilizzazione, se fossimo in grado di catturarla: non esistendo le tecnologie adatte per fare ciò, la soluzione è ‘prendere’ un po’ di Sole tutti i giorni. Ho navigato quindi su internet per almeno due ore, convinto di poter trovare qualcosa che rispondesse alla mia domanda ma il mio sforzo fu vano: chiamai allora Stefano Buiani, mio socio in altri progetti e pioniere nel mercato energetico italiano, e dopo poco più di un mese avevamo il primo prototipo di Watly.”

Prima di focalizzarci sulla macchina in sé, mi soffermerei un attimo sul percorso di sviluppo. Dall’idea al prototipo 1.0 e poi 2.0: chi ha creduto in voi?

“Già con il primo prototipo abbiamo iniziato a vincere una serie di premi: da quelli locali e universitari che ci hanno garantito piccoli finanziamenti monetari, sino alla selezione per il primo programma di accelerazione di Startupbootcamp a Endhoven – la città “più creativa” d’Olanda, ndr. Abbiamo così cominciato a costruire un team di giovani talenti che si sono confermati essere colonne portanti del progetto Watly. Per proseguire abbiamo deciso di non affidarci a investitori o acceleratori: il nostro era un progetto mai testato prima e noi eravamo nel posto sbagliato al momento sbagliato, l’unica soluzione possibile è stata andare avanti con le nostre forze. Abbiamo quindi iniziato a finanziare personalmente il progetto sino a quando, nel 2015, abbiamo vinto una serie di importanti concorsi tra i quali anche l’Horizon 2020, il prestigioso fondo europeo che ci ha permesso di ottenere 1,6 milioni di euro: successivamente abbiamo vinto anche il Premio Marzotto e European Pioneers, con i quali abbiamo raggiunto un totale di quasi 2 milioni di Euro.”

Veniamo ora a Watly, una macchina che potabilizza l’acqua e non solo. Ci racconti come funziona?

“Watly è innanzitutto un computer che calcola, esamina dati, ecc… Unisce però un ciclo termodinamico che gestisce l’acqua facendola bollire grazie a tecnologie termosolari, pannelli che catturano il calore del sole e innalzano la temperatura dell’acqua sino a 115 gradi: quando l’acqua inizia a bollire, Watly separa fisicamente l’acqua da tutti i tipi di contaminazione. Ma Watly racchiude al suo interno due tipi di innovazione tecnologica, il ‘termico’ ed il ‘fotovoltaico’: se il primo gestisce il ciclo dell’acqua e la purificazione, il secondo produce elettricità. La combinazione di queste due tecnologie favorisce e garantisce il buon funzionamento di entrambe. Le persone cammineranno verso Watly per prendere acqua attraverso un sistema automatico e digitale di riconoscimento facciale: la macchina può purificare in media 5mila litri al giorno, può quindi dare giornalmente acqua ad una comunità di circa 3mila persone”

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Quale sarà il costo della macchina?

“Le tecnologie hanno sempre un processo di lancio: se i primi prototipi costano molto e sono mediamente performanti, con il passare del tempo le performance diventano altissime e il costo nettamente più basso. Noi ci troviamo ovviamente nella prima fase: la macchina costa attualmente circa 400mila euro ma, appena inizieremo la produzione, il costo si abbasserà drasticamente e Watly sarà molto più efficiente di adesso.”

Sarà possibile utilizzare Watly “in serie”?

“Con Watly non stiamo costruendo solo una macchina ma un vero e proprio paradigma tecnologico, l’Energy Net: il concetto del XXI Secolo che relaziona l’Internet con l’acqua e l’energia, in particolare con l’elettricità. L’Energy Net, invece che essere costituita solo da computer, è formata da macchine che si comportano come computer ma che gestiscono flussi di acqua e generano elettricità. Una macchina da sola può essere una “curiosità” ma più Watly connessi tra di loro e a pochi metri/kilometri di distanza saranno una vera e propria Smart Grid, una delle più grandi opportunità economiche del nostro secolo.”

Si è aperta il 7 Aprile la campagna su indiegogo per la messa in produzione di Watly 3.0: quali sono gli obiettivi futuri?

“Sapendo che abbiamo già i fondi per costruire una macchina, qualcuno si chiede a cosa servano i fondi ottenuti con il crowdfunding: nel nostro caso, questa “raccolta” vuole essere una comunicazione alla nostra comunità per diffondere il messaggio di Watly e ottenere così i finanziamenti necessari a costruire una seconda macchina da mettere in comunicazione con la prima. Gli obiettivi futuri sono diversi, sia economici sia sociali: come obiettivo sociale abbiamo quelli di trasformare la vita a tutte quelle persone che sono state lasciate dietro di noi, il più grande errore del mondo è stato voler controllare persone più povere di noi. Fare in modo che quelle stesse persone possano vivere autonomamente nelle proprie case e costruire un’economia sana significa migliorare il mondo. Per quanto riguarda la parte economica, se voi foste un investitore vi direi che Watly ha l’obiettivo di entrare in borsa prima intorno al 2020/2022: appena inizieremo a produrre e vendere, Watly diventerà una delle più grandi aziende del mondo”

 

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