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Startup: la storia di AlliumTech, l’azienda che ha salvato 50 dipendenti dalla disoccupazione

In tempi di crisi salvare posti di lavoro può risultare per i più un’impresa titanica. Per Emanuele Rivoira invece, è stato frutto dell’ingegno e della passione: quella per la sua startup AlliumTech. Il torinese, classe 1982, dopo essere stato cacciato dall’azienda in cui lavorava per idee divergenti, ha deciso di fondare una sua attività. Con il padre e un altro socio dà vità ad una startup. No concorsi, no bandi, solo l’autofinanziamento.

L’idea di Emanuele e dei suoi soci è di creare un supporto ai grossi siti web che macinano grosse quantità di dati per evitare situazioni di inceppamento e di cattivo funzionamento. AlliumTech monitora il funzionamento dei portali, come quelli di aeroporti, o delle bance, e con i dati a disposizione interviene per garantirne la funzionalità. Il nostro racconto potrebbe terminare qua se non fosse che nel 2013 l’azienda Amuser Spa fallisce. Emanuele a quel punto ha un’intuizione. L’impresa fallita si è sempre occupata di tecnologie vocali e di sviluppo di software. Si presenta quindi all’asta acquisendo tecnologie e sistemi e vanno a recuperare qualche dipendente dalla mobilità. Il risultato? 50 persone salvate dalla disoccupazione.

Ora AlliumTech conta circa 60 dipendenti, 10 provenienti dal progetto iniziale e 50 salvati dalla vecchia azienda. Ed è dunque diventata in poco tempo la più grande startup d’Italia per numero di dipendenti. Entro la fine dell’anno prassimo l’obiettivo di AlliumTech è quello di raggiungere i cinque milioni di fatturato, e di diventare un incubatore tecnologico per favorire l’innovazione sul territorio.

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