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Startup: Wayonara, il primo travel social commerce in Italia

Un’esperienza di studio a Milano, e poi via, il lavoro in grandi aziende italiane. Questo il percorso di Carlo Oppo, fondatore di Wayonara, che ad un certo punto ha pensato:” Voglio avere qualcosa di mio“. Dopo essersi messo a lavorare per piccole startup nell’ambito di muti e assicurazioni online finalmente il guizzo vincente.

Carlo, come è arrivata l’idea?

Facevo il pendolare Milano – Roma ogni giorno e mi sono accorto che non esisteva un sistema per confrontare i treni con i voli. Non vi era quindi un modo per confrontare mezzi differenti, attraverso un CONFRONTO MULTIMODALE. Abbiamo quindi elaborato una piattaforma intermodale, la quale oltre a confrontare mezzi diversi permetteva anche di combinarli, grazie ad una tecnologia intermodale. Il progetto è stato presentato alla Regione Sardegna da cui abbiamo ricevuto i primi 100mila euro per avviarlo. Ma purtroppo ai nostri investitori questo modello di business non piaceva, c’era il rischio di andarsi a scontrare con i grandi colossi dei viaggi: Booking, Expedia ecc.

Ma non voi non vi siete fermati qua. Qual è stata la fase successiva?

Avevamo elaborato un’ottima tecnologia. Ci siamo quindi chiesti come portare avanti quanto già fatto senza buttare via tutto. Ed ecco che è arrivata l’idea per Wayonara, il primo portale di TURISMO COLLABORATIVO. Nell’era dei social network ognuno di noi condivide le proprie esperienze di viaggio in maniera scollegata, passando da un social all’altro, dove vengono pubblicate foto, commenti ecc. Con Wayonara vogliamo raccogliere queste esperienze in uno stesso contenitore.

Come funziona Wayonara?

Il nostro sistema costruisce un itinerario man mano che fai like di immagini. Crea un itinerario per andare a vedere questi luoghi e ti permette di prenotare anche i mezzi di trasporto per raggiungere quei luoghi. Sulla bacheca di Wayonara sarà possibile spostare degli oggetti, come foto associate a dei luoghi, e per ogni nuovo elemento il sistema costruirà un nuovo itinerario. Wayonara ti aiuta inoltre ad acquistare quei biglietti in base alla pianificazione del tuo viaggio. Inoltre, come ogni altro social, i tuoi amici potranno vedere il viaggio che stai costruendo e commentare per consigliarti.

Da chi è composta Wayonara?
Siamo tre soci e al momento siamo basati a Cagliari, abbiamo il vincolo di essere localizzati in Sardegna. Sicuramente ci rivolgiamo ad un target femminile, che risulta più amante dell’organizzazione e della pianificazione dei viaggi. Al momento abbiamo concluso la parte del sistema di vendita e di creazione degli itinerari, ora stiamo sviluppando la parte social.

Come molte startup vi affidate al Crowdfunding. Qual è la risposta a questo tema in Italia?

Noi stiamo raccogliendo fondi sulla piattaforma di Crowdfunding Tip. Ventures, ma farlo in italia è molto difficile. È un lavoraccio. Devi combattere il sistema. Chiunque può finanziare il tuo lavoro, quindi il linguaggio deve essere appropriato ed essere tale da poter attirare persone. Dal punto di vista burocratico è ancor molto complesso. Nel resto d’Europa è molto semplice investire, lo si può fare con un semplice bonifico bancario. Qui le pratiche da sbrigare sono molte. Credo che il nostro sia un bel progetto, facile da comprendere. Foto e selfie sono i protagonisti della nostra vita, ognuno di noi ha voglia di condividere esperienze sui social. Wayonara fa quel qualcosa in più, ovvero permette di riutilizzare ciò che tu condividi.
Il Crowdfunding aiuta, ha una comunicazione chiara, gli investitori comprendono facilmente la potenzialità del progetto perché lo vivono direttamente ogni giorno. Rivolgendoci al mercato italiano abbiamo cercato di non chiedere troppo, attraverso piccoli tagli di investimento. Chiunque creda nel nostro progetto può investire, ci interessa che le persone si sentano parte di un mondo. Inoltre a mio avviso, servirebbero più donne imprenditrici sopratutto nel campo delle startup in quanto hanno una marcia in più.

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