in ,

Steve Jobs recensione: verboso, autocompiaciuto e fintamente pungente

E’ uscito nelle sale italiane il film su Steve Jobs diretto da Danny Boyle e sceneggiato da Aaron Sorkin – al momento il più gettonato di Hollywood – con protagonisti Michael Fassbender e Kate Winslet (entrambi candidati all’Oscar per questa pellicola). I presupposti per fare qualcosa di buono c’erano tutti: nessun intento agiografico, nessun interesse per la somiglianza fisica bensì la volontà di offrire una lettura anche tagliente, se necessario, di uno degli uomini più discussi e visionari degli ultimi 30 anni.

Ci si rifà dichiaratamente alla biografia di Walter Isaacson, autorizzata dallo stesso Jobs, per nulla tenera o politicamente corretta. Ed è qui che si compie il primo inganno, particolarmente fastidioso, per lo spettatore. Il gioco a cui Sorkin e Boyle giocano pare essere questo “noi non vogliamo assolutamente parlare bene di Jobs a tutti i costi, per questo attingiamo da una biografia dove viene descritto come un narcisista, un avido incapace di amare e di preoccuparsi per il prossimo“. Fassbender, nei panni di Jobs, dice cose ciniche ma alla prova dei fatti si preoccupa per la figlia (quella che in realtà Jobs non ha mai voluto riconoscere per non doverle pagare gli alimenti) è il cagnolino della sua assistente Joanna, a metà tra una madre e una terapeuta mancata, e non lesina denaro per l’ex compagna dipinta come una sorta di ebete priva di dignità programmata per spillare soldi alla buonanima di Jobs che, nel film, le ringhia contro ma poi paga (sempre per il bene di quella figlia che nella realtà non ha riconosciuto finché il Dna non l’ha inchiodato, ricordiamolo dato che gli sceneggiatori paiono averlo scordato).

La pellicola ruota sui dietro le quinte delle tre presentazioni alla stampa cardine della carriera di Jobs e anche qui risulta a tratti imbarazzante vedere come un uomo da tutti descritto come iper concentrato su se stesso e sul lavoro, egocentrico e maniacale a pochi minuti dalle presentazioni mondiali dei suoi prodotti abbia tempo e voglia per chiacchierare con ex colleghi, ex amici, ex compagne, figlie illegittime che si presentano a batter cassa sistematicamente poco prima del debutto, e per poco prima si intende 10 minuti prima. Ovviamente nel film Jobs trova il tempo per tutti, addirittura per la figlia mai riconosciuta si mostra disposto a non salire sul palco, dove la stampa di mezzo mondo lo attende per la presentazione di iMac, pur di leggere i suoi saggi da quinta superiore. Fassbender continua a ripetere frasi ad effetto circa la sua presunta insensibilità mentre tutti lo trattano come un mostro geniale e lui incassa cercando di rispondere come un guru. Due ore e passa di dialoghi in cui si alternano discorsi pretenziosi e dimostrazioni di affetto verso una figlia che nella realtà Jobs, prima che la legge lo inchiodasse alle proprie responsabilità, non ha mai voluto neppure riconoscere (continuiamo a ricordarlo, sempre per via di quella svista nella sceneggiatura). Per non parlare di un’attrice del livello di Kate Winslet ridotta al ruolo di cane da guardia moralizzatore. In tutto ciò una considerazione è inevitabile: era strettamente necessario l’ennesimo film sulla vita di Steve Jobs? Considerando come vengono…

 

Pronostici Serie A calcio oggi, consigli scommesse 21a giornata

influenza 2016, influenza 2016 come prevenirla, influenza 2016 rimedi naturali, zenzero limone e miele, zenzero limone e miele proprietà, sciroppo zenzero limone e miele, zenzero limone e miele per mail di gola, zenzero limone e miele per raffreddore,

Influenza 2016 come prevenirla: sciroppo zenzero, limone e miele per mal di gola e raffreddore