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Stipendi Scuola, novità in busta paga da febbraio 2019

Importanti novità in arrivo per le buste paga di febbraio 2019 del personale della Scuola. Nel cedolino di febbraio 2019, saranno presenti infatti le somme relative alla proroga dell’elemento perequativo una tantum prevista dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145), cifre comprensive degli arretrati del mese di gennaio non erogati. La somministrazione riguarderà circa 982.000 dipendenti per un importo complessivo pari a circa 13.400.000 euro, come segnalato da una nota NoiPA sul proprio sito. Per fare un po’ di chiarezza, l’elemento perequativo è una misura, proposta dal governo Gentiloni, che ha consentito un aumento medio per il personale della scuola fino al 31 dicembre 2018. L’obiettivo è quello di sostenere i redditi più bassi.

Elemento perequativo scuola, cos’è

Nel contratto nazionale del lavoro, cosiddetto CCNL 2016-2018, sono state previste due voci aggiuntive, rispetto al “tabellare”, per far salire gli aumenti lordi mensili sopra gli 85 euro medi, negoziate a novembre 2016 con i sindacati. Una delle voci è proprio un “elemento perequativo”, oscillante tra i 3 e i 19 euro, appannaggio essenzialmente delle qualifiche iniziali e riguardante i docenti della scuola. Viene dunque data continuità ad un elemento retributivo previsto dal CCNL 2016-2018 e garantito dalla Legge di Bilancio 2019. L’elemento perequativo non è valido per fini previdenziali, per l’indennità di anzianità, per il trattamento di fine rapporto, o l’indennità sostitutiva del preavviso, e nemmeno per indennità in caso di decesso.

Inps: elemento perequativo non valido a fini pensionistici

A tal proposito l’Inps, con una nota del 30 agosto, nello specifico la n.3224, ha precisato quale sia l’assoggettabilità contributiva ai fini pensionistici e dei trattamenti di fine servizio di questo elemento stipendiale. Data la sua natura temporanea, l’elemento perequativo non può formare oggetto di valutazione ai fini della quota A di pensione, né della base maggiorabile 18% cui hanno diritto gli iscritti alla Cassa-Stato; potrà invece essere valutato per il calcolo della quota B di pensione, nonché per l’accumulo del montante contributivo utile per la definizione della quota C (la quota «contributiva»). Infine l’Inps indica che l’elemento stipendiale non può essere considerato utile neanche ai fini della buonuscita, né che si tratti di fine rapporto (Tfr) né di trattamento di fine servizio (Tfs).

Elemento perequativo, come funziona

La procedura relativa al pagamento dello stipendio attraversa due fasi: l’emissione e l’esigibilità, che rappresentano rispettivamente l’inizio e la fine. Nello specifico l’emissione è la fase in cui NoiPa raccoglie ed elabora tutte le informazioni utili al pagamento e può essere ordinaria se riguarda l’elaborazione dello stipendio mensile, urgente in caso di arretrati a credito o stipendi relativi a periodi passati o speciale se tratta l’elaborazione di competenze personale scuola e volontari Vigili del fuoco o altre tipologie particolari di arretrati. L’esigibilità, invece, rappresenta la data in cui l’accredito del pagamento giunge presso il proprio istituto di credito ed è quindi disponibile per il beneficiario. L’esigibilità può avvenire in date differenti, in particolare il 23 di ogni mese per la rata ordinaria, il 27 per la rata ordinaria del comparto Sanità ed entro 10 giorni lavorativi dal termine per Emissione Urgente e Speciale. Per poter visualizzare l’importo dello stipendio, basta andare nell’area riservata NoiPA e cliccare su consultazione pagamenti inserendo anno e mese di riferimento.

Cedolino NoiPA, dove e come consultarlo

Le voci riguardanti i dettagli di pagamento e/o le ritenute relative allo stipendio di un lavoratore dipendente, in un determinato mese, sono riportate in un documento chiamato cedolino. Per i dipendenti gestiti da NoiPA il cedolino è disponibile in formato elettronico, ed è consultabile accedendo all’area riservata del portale, nella sezione “Documenti Personali”, inserendo le credenziali di accesso (codice fiscale e password) o utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il documento rimane disponibile nell’area riservata per i 15 mesi successivi alla pubblicazione. Esso è fruibile da tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, anche se non in possesso della casella di posta elettronica istituzionale.

Come accedere a NoiPA

Per poter accedere a NoiPA bisogna innanzitutto registrare un account personale, dopodiché basta entrare sulla home page all’indirizzo noipa.mef.gov.it, cliccare sul pulsante Entra in alto a destra e digitare il codice fiscale e la password. Cliccando sul pulsante Login si accede all’area riservata attraverso l’icona in alto a destra con la forma del lucchetto. Da qui visualizzare i cedolini dello stipendio è semplice: basta andare sul simbolo + vicino alla voce Documenti disponibile nel menù laterale a sinistra, quindi in sottomenù Archivio cedolini.

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