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Stop agli animali cavie da laboratorio: ecco cosa li sostituirà

A partire dal 1959 cominciò a prospettarsi il problema etico della crudeltà della sperimentazione sugli animali per la ricerca medico-scientifica, questione che da anni si fa sentire in modo assai massiccio grazie agli animalisti e agli attivisti. Qualcosa sembra essere cambiato, per “liberare” i poveri animali da laboratorio, solitamente ratti, topi,cavie, insetti, conigli e criceti, al loro posto ci saranno colture cellulari e tecnologie computerizzate.

dogs in a cage

In realtà l’animale che più di tutti viene utilizzato in laboratorio è proprio il topo, dato che più dell’80% degli esperimenti viene condotto proprio su questo animale per via della somiglianza genetica con l’uomo. In sostanza, si pensa che la conseguenza che il farmaco avrà sul ratto sarà la stessa che si verificherà sull’uomo. Ma tale tesi è stata confutata da un gruppo di scienziati, che ha elaborato una lettera aperta inviata al primo ministro inglese Cameron, in cui i ricercatori affermavano che ciò che accade al topo rispecchia solo tra il 37 e il 50% ciò  che realmente accadrà all’uomo. Insomma, la sperimentazione sugli animali, oltre che disumana appare anche inaffidabile.

Per questo i laboratori di tutto il mondo si stanno uniformando alla scelta dell’abbandono degli animali da laboratorio, usando mezzi complementari, quali cellule in vitro o in silicio. Quelle in silicio sono solo delle riproduzioni virtuali di cellule, o tessuti e organi, al computer, dato che la nuova frontiera della ricerca punta sui “trattamenti virtuali”. Le cellule in vitro, invece, sono  vere e proprie cellule coltivate,che possono essere studiate mediante manipolazioni genetiche.

Inoltre, utilizzare metodi alternativi comporterebbe anche un notevole vantaggio economico. Infatti ogni animale da laboratorio ha bisogno di vivere in buone condizioni di stabulazione, con dieta, temperatura e umidità adatte. Un esperimento condotto su un animale, rispetto a quello condotto tramite la coltivazione cellulare risulta più costoso di oltre il 50% e il processo di sperimentazione è anche molto più lungo. Ci vorrà del tempo prima che i piccoli animali da laboratorio siano “liberati”, ma sono già stati compiuti numerosi passi avanti, che assegnano una prima e importante vittoria agli animalisti.

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