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Storia di una randagia del sud

Qui pochi amano i cani, sicuramente ancorati ad un passato in cui questi erano importanti solo come meri animali da lavoro. Dicevamo, vorresti salvarli tutti! Salvarli da una sorte inevitabile fatta di stenti, fame, sete, avvelenamenti e morte certa in moltissimi casi.

Qui è un posto dove se vuoi salvarli devi cavartela da solo, qui le istituzioni e le associazioni latitano, l’unica strada è trovare persone che condividano lo stesso amore e in nome di questo e della vita siano capaci di mobilitare tantissime energie. Noi siamo stati fortunati, queste persone le abbiamo incontrate e citando una frase di uno di loro, possiamo affermare che “l’unione fa la forza e l’amore vince sempre”.

E’ luglio e arriviamo nel paesino in vacanza. Ritroviamo una cagnolina randagia ad aspettarci davanti casa, come l’abbiamo lasciata l’anno precedente. Scodinzola e ci accoglie con i suoi occhi dolci, ancora più dolci perché le sue rotondità ci fanno capire che aspetta cuccioli.

Passano i giorni e il pomeriggio del 24 luglio la cagnolina mette alla luce sette piccoli, in strada, nella terra. L’ultimo nato è stato partorito nell’unico frammento di verde presente nelle vicinanze.

Li abbiamo immediatamente adagiati in una “cuccia” di fortuna, uno scatolone rivestito di coperte, traversine, dove la mamma si è adagiata per allattarli. Ogni giorno curavamo l’alimentazione della mamma, sempre più magra affaticata, e che i piccoli fossero al sicuro, puliti, al riparo da intemperie, sole, altri animali, mani cattive!

Così passano i giorni e i cuccioli crescono a vista d’occhio, mentre la mamma s’indebolisce sempre di più, tanto che la sera del 16 agosto rincasando la troviamo che sta male, trema, il suo ventre è caldo e duro al tatto. Se non fosse stato per i consigli di un bravissimo veterinario di Tropea, Carmine Barrese, sarebbe morta per una paralisi puerperale, una sorta di astenia dovuta a un’alimentazione poco curata in gravidanza e aggravvata dall’allattamento.

Barrese, chiamato al telefono dopo diversi tentativi di contattare altri centri veterinari risultati chiusi perché domenica, ci ha detto che cosa dovevamo fare. Andiamo di corsa a recuperare i farmaci necessari e facciamo alla cagna un’iniezione di calcio gluconato che la salva. Per noi questi istanti sono stati lunghissimi, ma la mamma si riprende e i cuccioli sono salvi.

Nel frattempo, grazie alla segnalazione di un amico, apprendiamo di Fabio e Maya, due coniugi svizzeri che abitano da anni vicino a Tropea: andiamo a cercarli, perché non abbiamo un numero di telefono. Li troviamo dopo varie peripezie: ci accolgono due persone sorridenti e amanti degli animali e scopriamo che da sempre si occupano di salvare randagi da condizioni inumane e degradate, organizzando stalli temporanei presso persone di fiducia e impegnandosi per le adozioni. Forse i nostri sette piccoli si possono salvare.

Il giorno 27 agosto vediamo la mamma ancora sofferente, faceva fatica ad allattare i cuccioli e li rifiutava. Preoccupati, chiamiamo la nostra veterinaria di fiducia a Milano, la dott.ssa Alice Astolfi, che ci da indicazioni su come procedere con le cure. I cuccioli erano già a un punto in cui potevano essere staccati dalla mamma e allattati da noi con latte di capra. La mamma, invece, necessitava di un’altra iniezione di calcio, di un antibiotico e del farmaco apposito per togliere il latte.

Dopo qualche giorno finalmente Fabio ci dà la buona notizia che attendevamo: i cuccioli, i “sette nani”, possono andare in stallo da Anna e Luciano, due persone che hanno dedicato la loro vita ai cani ed hanno messo su con poco un piccolo rifugio per i randagi in questa martoriata terra.

Una bella mattina di fine agosto carichiamo i cuccioli in macchina e li portiamo da Anna e Luciano, dove troviamo altri ex randagi bellissimi e curati amorevolmente: cani che sono il ritratto della felicità, dopo una vita difficile. Anche la mamma dei cuccioli verrà sterilizzata e raggiungerà presto i suoi piccoli.

Negli stessi giorni ci attiviamo per trovare casa ai cuccioli, che una volta vaccinati e microcippati dovranno lasciare lo stallo temporaneo e trovare la loro famiglia. In pochi giorni riusciamo a trovare casa per tre di loro, mentre per quattro maschietti ancora siamo alla ricerca di una sistemazione, così come per la loro mamma, una femmina di due anni di taglia piccola, circa sette chili di peso, con lo sguardo che farebbe innamorare chiunque (guardate la fotogallery allegata a questo articolo).

Gli interessati alle adozioni possono inviare un’email a gliamicidipedro2015@gmail.com

Questa storia è andata e andrà a buon fine solo grazie ad alcune persone stupende, che amano gli animali più della loro stessa vita: Fabio e Maya, Anna e Luciano de “Gli Amici di Pedro”, Alice Astolfi (medico veterinario, via Antonio Kramer 19, Milano, tel. 02.76013348 ), Carmine Barrese (medico veterinario, via IV Novembre 26, Tropea, tel. 0963.61352).

 

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