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Storico vertice Cina-Taiwan: “Nessuna forza ci può dividere”

Era dal 1949 che un presidente della Repubblica Popolare Cinese, la Cina comunista, e uno della Repubblica di Cina, la Cina nazionalista di Taiwan, non si incontravano. Cioè proprio dal giorno in cui gli esponenti del Partito Nazionalista cinese, sconfitti dai comunisti di Mao Zedong, si rifugiarono sull’isola di Taiwan.

Cade quindi oggi un muro storico, in nome della realpolitik e degli interessi geopolitici nello scenario dell’estremo oriente asiatico. Il vertice iniziato oggi a Singapore segna il definitivo riavvicinamento delle due Cine e la fine dell’isolamento politico di Pechino. “Nessuna forza può separare” Cina e Taiwan, ha affermato il presidente cinese Xi Jinping, incontrando il presidente di Taiwan Ma Ying-Jeou. Citato dalla tv di Stato Cctv, ha poi aggiunto che i popoli “delle due sponde dello Stretto di Taiwan sono una sola famiglia”.

Un passo storico e un messaggio preciso agli Stati Uniti: Taiwan non sarà più il “cavallo di troia” di Washington per tenere sotto scacco Pechino nella sua area d’influenza.  “Il sangue – ha detto il presidente della RPC – è più denso dell’acqua”. Il presidente taiwanese Ma Ying-Jeou, ha invece affermato che “entrambe le parti devono rispettare i valori e il modo di vivere dell’altro”.

Durante le prime fasi dei colloqui bilaterali, il Presidente cinese Xi Jinping ha inoltre dichiarato che  la Cina non avrebbe più missili superficie-superficie puntati su Taiwan. Infine, Secondo l’agenzia taiwanese Central News Agency il presidente di Taiwan Ma Ying-Jeou ha presentato al collega cinese Xi Jinping una proposta in cinque punti per migliorare le relazioni “tra le due sponde dello Stretto di Taiwan”. Il sito Focus Taiwan parla di un nuovo accordo sulla del “1992 Consensus”, primo passo verso la normalità delle relazioni tra le “due Cine”.

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