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Strage Barcellona ultime notizie: i terroristi volevano far saltare in aria la Sagrada Familia

Volevano far saltare in aria la Sagrada Familia utilizzando tre furgoni carichi di esplosivo Tatp e bombole di gas. Lo rivela il quotidiano spagnolo El Confidencial citando fonti vicine al Mossos d’Esquadra, la polizia federale catalana. Gli jihadisti hanno però dovuto rinunciare al loro “piano A” e ripiegare in tutta fretta sugli attacchi alla Rambla e a Cambrils dopo che mercoledì notte una esplosione probabilmente provocata da un errore nella manipolazione degli ordigni ha distrutto il covo di Alcanar, dove sarebbero almeno due i terroristi morti.

Tutto sulla strage di Barcellona

Distruggere la Sagrada Familia

Il piano iniziale della cellula jihadista prevedeva la preparazione nella base operativa di Alcanar di “enormi quantità” di Tapt, l’esplosivo dell’Isis detto anche “la madre di Satana” per la sua alta instabilità. Le bombole esplosive sarebbero state poi caricate su tre furgoni noleggiati dal gruppo per far saltare in aria e distruggere il tempio realizzato da Gaudi, simbolo di Barcellona visitato ogni giorno da migliaia di turisti. Il folle piano emergerebbe da documenti rinvenuti nel luogo dell’esplosione ad Alcanar, nella villetta covo dove il gruppo jihadista stava evidentemente preparando i suoi disegni di morte. La Sagrada Familia è stata l’ossessione del gruppo fin dall’inizio della sua esistenza, sostengono gli inquirenti.

La cellula ha agito con il supporto di una guida spirituale

Secondo El Confidencial che cita anche altre fonti, la cellula ha agito con il supporto di una guida spirituale o di un ideologo che ha accompagnato il gruppo nel processo di radicalizzazione e poi li ha aiutati per mesi  a pianificare un’operazione così complessa come quella che avevano pensato.

Gli investigatori sostengono che l’età dei presunti membri del gruppo jihadista, un range compreso tra i 17 ei 24 anni e la mancanza di esperienza in reati legati al terrorismo, rafforzano questa ipotesi. Fonti investigative indicano che sono stati rilevati diversi viaggi dei membri della cellula, alcuni dei quali in Francia, e numerosi soggiorni in Marocco. Le polizie di altri paesi europei stanno raccogliendo i dati forniti dagli spagnoli per vedere se ci sono collegamenti.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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