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Strage Capaci 27 anni dopo: a Palermo commemorazione tra le polemiche

Ricorre oggi, giovedì 23 maggio 2019, il 27esimo anniversario della strage di Capaci. Mancava qualche minuto alle 18 quando, quel 23 maggio 1992, sulla strada che unisce l’aeroporto di Palermo alla città, all’altezza dello svincolo di Capaci, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta rimanevano vittime dell’attentato che faceva esplodere le tre auto a bordo delle quali viaggiavano. Cinque quintali di tritolo, azionati a distanza, provocarono quella che è ricordata come la strage di Capaci, la cui commemorazione fa oggi discutere. La memoria del magistrato e della moglie, ma anche degli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è oggi ‘sporcata’ dalle polemiche, che porteranno il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, e il presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, a non presenziare alle celebrazioni.

27 anni dalla strage di Capaci, le posizioni dei Presidenti

Le tensioni che hanno fatto scoppiare la polemica sulle celebrazioni del 27esimo anniversario della strage di Capaci, sono state innescate già nei giorni scorsi da alcune organizzazioni come Anpi, Arci e Centro Impastato pronte a boicottare le manifestazioni all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, in aperta polemica con la presenza del vicepremier Matteo Salvini. A queste si aggiungono le dichiarazioni di Musumeci e Fava, che hanno declinato l’invito a partecipare alla cerimonia ufficiale che celebra la lotta alla mafia nel luogo in cui Cosa nostra finì alla sbarra. Anche la scaletta degli interventi previsti non sarebbe andata giù a Fava: «Non andrò a ricordare Giovanni Falcone nell’aula bunker di Palermo. – ha affermato il presidente – Preferisco andare a Capaci, nel luogo in cui tutto accadde, preferisco stare assieme a chi non ama le messe cantate sui morti. Hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia». Alla posizione di Fava fanno eco le dichiarazioni di Musumeci: «Dolorosamente non andrò nell’aula bunker per la prima volta. Mi dispiace per la signora Falcone. Le polemiche sono tante, c’è troppo veleno, c’è troppo odio e tutto questo non suona al rispetto della memoria del giudice Falcone e dei poveri agenti della scorta».

Capaci, 27 anni dopo: l’appello di Maria Falcone

«Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio – questo l’appello di Maria Falcone, sorella del giudice rimasto ucciso – Niente deve fermare l’entusiasmo e la gioia delle migliaia di bambini e ragazzi delle scuole di tutta Italia che vengono a Palermo e che vivono questo appuntamento come il coronamento di un anno di studio e di impegno sui temi della legalità e della democrazia. Il 23 maggio è soprattutto per loro». E spiega ancora: «Da 27 anni l’anniversario della strage di Capaci simboleggia l’unità della nazione nella lotta alle mafie e nella difesa della democrazia, della libertà e della legalità. Il 23 maggio si rende onore non solo a mio fratello Giovanni, a sua moglie Francesca Morvillo, a Paolo Borsellino e agli eroici agenti delle scorte, ma anche a tutti gli altri uomini e donne delle istituzioni che hanno sacrificato le loro vite per tutti noi».

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