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Strage Charlie Hebdo: le armi fornite da ex militante del Front National

Le armi per la strage a Charlie Hebdo furono fornite da un ex militante del Front National di Marine Le Pen. E’ il sospetto degli inquirenti francesi che quattro giorni fa hanno arrestato un uomo e la sua compagna, già in carcere per una vicenda di armi e oggetto di dettagliate – e inquietanti – inchieste giornalistiche. Nell’attacco al giornale satirico parigino il 7 gennaio 2015 morirono 12 persone e 11 furono ferite gravemente.

“Gli ultimi sviluppi nell’indagine sull’assalto alla redazione parigina dello scorso gennaio sembrano usciti dalla trama di una fiction televisiva”, scrive Gianluca De Feo su L’Espresso parlando della vicenda e riportando d’attualità alcune inchieste di quotidiani francesi risalenti alla scorsa primavera. E come dargli torto leggendo il curriculum di Claude Hermant: l’uomo e la sua compagna sono sospettati di aver fornito le armi, quattro pistole ed un Kalashnikov, poi utilizzati da Amedy Coulibaly nell’attentato a Charlie Hebdo.

“Gli inquirenti sarebbero riusciti a dimostrare che le armi usate per uccidere una poliziotta e quattro ostaggi catturati in un supermarket parigino erano transitate dalla società della donna, per poi essere vendute a Coulibaly nella città belga di Liegi”, scrive De Feo. Hermant e la compagna sono dunque finiti nuovamente agli arresti, quattro giorni fa.

In questi giorni è poi venuto alla luce il passato dell’uomo, puntualmente ricostruito  da un’inchiesta del quotidiano La Voix du Nord nello scorso mese di maggio nella quale già si indicava il collegamento con la strage a Charlie HebdoHermant è un paracadutista in congedo dal 1982, ma in seguito ha continuato ad operare in scenari di guerra in Europa e in Africa. Secondo il quotidiano l’uomo sarebbe stato in rapporti con i servizi segreti francesi, tanto che nel 1999, finito in cella con il sospetto di avere partecipato a un complotto contro le autorità locali in Congo, viene rilasciato per un intervento delle autorità francesi.

Ma l’aspetto più controverso di Hermant è l’appartenenza al Front National, il movimento politico di estrema destra guidato da Marine Le Pen, recente protagonista del primo turno delle elezioni amministrative francesi. “Tra il 1994 e il 1999 è stato membro del servizio d’ordine del Fronte National. Lui stesso nel 2001 disse di avere fatto parte di una cellula clandestina creata dal partito nel 1997 per alimentare la rivolta nelle banlieu”, scrive il quotidiano Liberation. Il compito del gruppo era di infiltrarsi nelle periferie, prendere contatto con le bande criminali e giovanili, condizionandole e incitandole alla rivolta.

Poi l’uomo si trasferisce a Lille, dove dà vita assieme ad un ex camerata del FN all’associazione “La Maison du Peuple flamand”, realtà di estrema destra che si segnala subito per alcune iniziative pubbliche contro i musulmani. Hermant si occupa anche dei “Campi di Ares”, dal nome greco del Dio della guerra, Marte: veri e propri campi di addestramento per i giovani di estrema destra scrive Liberation.

A Lilles il quotidiano La Voix du Nord si occupa di lui più volte, indicandolo come un informatore della Polizia. Al centro del “giallo” del collegamento con Coulibaly e Charlie Hebdo un’email che Hermant avrebbe inviato alla polizia francese per informare di un traffico d’armi franco-belga a Charleroi. La Voix du Nord  ha anche riportato le parole del legale di Hermant, che definisce l’uomo si “un esperto d’armi” ma anche “uno sciovinista, orgoglioso della sua bandiera”, e che mai quindi agirebbe contro la sua patria.

Insomma, ci sono abbastanza elementi per dipingere un quadro molto fosco, quegli stessi elementi che finora hanno convinto gli inquirenti a tenere in carcere l’uomo e la compagna in attesa di un processo di cui ancora non è chiaro né il percorso, né tanto meno l’esito finale.

(Foto repertorio: Shutterstock / KANIN.studio)

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