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Strage del Rapido 904: 30 anni dopo quel Natale di sangue

Erano le 19:08 del 23 dicembre 1984 e il Rapido 904, partito dalla stazione centrale di Napoli in direzione Milano, esplodeva nella Grande Galleria dell’Appennino per mano di un attentato. Da quel giorno, che costò la vita a 16 persone, sono trascorsi 30 anni, eppure ancora oggi quella tragedia appare così attuale ed insensata.

Appena 10 anni prima, nell’agosto 1974, al treno Italicus era toccata la stessa sorte a San Benedetto Val Di Sambro, ma l’Italia intera non era di certo pronta ad affrontare un’altra strage simile. Era l’antivigilia di Natale e moltissime persone si spostavano per andare a trovare i familiari in occasione delle festività, perciò i treni erano di sicuro pieni. A quanto sembra, gli attentatori sfruttarono una sosta a Firenze Santa Maria Novella per sistemare su un portabagagli nel corridoio della nona carrozza una carica esplosiva radiocomandata, di più o meno quindici chili. Raggiunti circa 8 chilometri all’interno della galleria, il Rapido 904 è stato fatto esplodere, ferendo quasi 300 persone tra passeggeri e personale del convoglio. La Commissione Stragi identificherà l’evento come il momento di passaggio tra il terrorismo eversivo degli anni di piombo e la guerra di mafia degli anni ‘80 e ‘90, che sarebbe proseguita fino alle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Nel piazzale della stazione ferroviaria di San Benedetto Val di Sambro avrà luogo una commemorazione alle 11:00, durante la quale verrà deposta una corona ai piedi della lapide che ricorda le vittime, mentre a Napoli alle 12:00 è prevista una cerimonia commemorativa nella stazione centrale. Sarà deposta una corona al binario 11, sotto la targa in memoria di tutti quelli che hanno perso la vita quel giorno.

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