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Strage di bambini in Siria

L’osservatorio siriano per i diritti umani ha comunicato la notizia dell’ennesima strage di civili. Un ordigno sganciato su Aleppo, nella parte settentrionale del paese, da aerei dell’aviazione siriana,  ha causato la morte di circa 15 persone, tra cui 9 bambini. L’emergenza umanitaria in Siria continua e cresce a dismisura giorno dopo giorno.

Assad è sempre più asserragliato a Damasco, costretto a blindarsi in bunker sotterranei, circondato da truppe di fedelissimi.  Gli oppositori del regime incassano il sostegno della Turchia e degli Stati Uniti e diventano sempre più aggressivi e organizzati. I profughi civili lasciano la Siria per cercare rifugio principalmente in Turchia e Giordania.

E mentre tanti scappano dalla Siria, tanti terroristi entrano nel paese per contribuire alla lotta armata. Secondo Assad sono loro i veri responsabili dei massacri di civili. Assad continua a tessere la tela del complotto. Accusa Erdogan, leader turco, di avere “le ginocchia immerse nel sangue siriano” e sa che l’immobilismo della comunità internazionale è giustificato dal fatto che la Siria è crocevia strategico per gli equilibri dell’intera regione mediorientale.

Un suo allontanamento rischierebbe di portare al comando il fondamentalismo islamico, causando un disastroso effetto domino in tutti gli stati limitrofi, come hanno dimostrato le recenti vicende legate alla primavera araba. Dopo il lento ma progressivo smarcamento dall’impasse iracheno, Washington non accetterà più di cimentarsi in imprese scenografiche. Le sorti dell’economia mondiale oggi sono troppo importanti e la partita si gioca nell’estremo oriente. In questa partita strategica Washington, però, non è sola. Per altri motivi Russia e Cina impongono il veto all’ONU per qualsiasi decisione di intervento in Siria.

Bashar al Assad, intanto, deve combattere gli effetti negativi di una guerra costosa e di un’economia in ginocchio. Cercherà fino al fallimento la soluzione intermedia. Quella più dolorosa per il popolo, fino a quando il mondo non si deciderà ad intervenire per spirito umanitario piuttosto che per interessi di potere.

Written by Ennio Lo Chiatto

Nato ad Avellino il 9 aprile del 1981, background giuridico e grande interesse per la geopolitica e la politica internazionale. Appassionato di nuoto e arti marziali, con l'hobby del pianoforte, quando possibile scappa dal rumore della città per cercare il contatto con la natura selvaggia. L'esperienza gli ha insegnato che nella vita si vince e si perde ma l'importante è dare sempre il massimo. Per Urban Post scrive soprattutto di attualità internazionale.

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