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Strage di Bologna, 35esimo anniversario: il Senato discute sul reato di depistaggio

Sono passati 35 anni da quel maledetto 2 agosto 1980, quando la stazione di Bologna è stata colpita da uno dei più grandi attentati terroristici del secondo dopoguerra: una ferita incurabile, resa ancora più dolorosa per il mancato riconoscimento dei mandanti.

Mentre la città si stringe attorno ai parenti delle vittime continuando a chiedere giustizia, proprio lo scorso venerdì la commissione Giustizia del Senato ha avviato la discussione del disegno di legge che modificherebbe l’art. 375 del codice penale introducendo il reato di inquinamento processuale e depistaggio. Ricordiamo ai lettori che la proposta di legge, caldeggiata in primis da Paolo Bolognesi, deputato del PD e Presidente dell’Associazione delle vittime della strage della stazione di Bologna, aveva ottenuto il “la” della Camera già lo scorso settembre e attendeva di essere discussa in Senato da 300 giorni.

Ad oggi, infatti, la normativa in vigore non prevede questo reato specifico, pur punendo con una serie di disposizioni quanti, in vario modo, intralcino l’iter della giustizia. Il disegno di legge discusso punisce con la reclusione fino a 4 anni chiunque impedisca, ostacoli o svii un’indagine o un processo penale, introducendo aggravanti di pena nel caso in cui il fatto sia commesso da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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