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Strage di Bologna, il dramma dell’attentato in musica e parole: da De Andrè a Guccini, da Zanzotto a Benni

Strage di Bologna. 39 anni fa la bomba nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria. L’orologio è oggi fermo alle 10 e 25, orario in cui avvenne l’esplosione che causò 85 vittime – la più piccola aveva soltanto 3 anni – e oltre 200 feriti. Nonostante processi e condanne, ancora resta da chiarire quello che è stato il più grande attentato nella storia del nostro paese.

39 anni fa l’impresa più criminale mai avvenuta nel nostro paese: la strage di Bologna

Quel terribile sabato mattina una valigia carica di ben 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta “Compound B”, potenziata da 18 kg di gelatinato, viene abbandonata nella sala d’attesa della seconda classe. L’ordigno farà saltare l’ala Ovest della stazione ferroviaria e colpirà anche il treno Adria Express 13534 Ancona-Basilea, che era in sosta sul primo binario. Un fatto senza precedenti: «Non ho parole, siamo di fronte all’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia», disse in lacrime l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, arrivato quello stesso giorno nel capoluogo emiliano alle 17:30. Un modo per mostrare la propria vicinanza ai familiari delle vittime, per piangere insieme i morti, per scansare la paura che un attentato simile potesse ripetersi. La pista più seguita fu sin da subito quella neofascista, ma l’iter giudiziario lungo e costellato di continue smentite ha portato le forze dell’ordine a prendere in considerazione anche le Brigate Rosse, i servizi segreti della Libia di Gheddafi e molto altro. Sarebbe giusto che nel 2019 un paese democratico come il nostro desse qualche risposta ai parenti e amici (che hanno creato nel 1981 un’associazione) di chi purtroppo non c’è più, delle vittime, la cui vita si è fermata come quell’orologio in sala d’aspetto alle 10.25. E viene da chiedersi se il tempo sia il peggior nemico dell’uomo o piuttosto l’uomo quello acerrimo del tempo.

La strage di Bologna, l’omaggio in campo musicale: da De Andrè a Fabrizio Moro

Per ricordare la strage di Bologna, vogliamo prendere in esame l’influenza culturale che essa ha avuto in campo musicale come in quello letterario. Tanti sono stati, infatti, i brani dedicati al terribile attentato del 2 agosto 1980Francesco Guccini ha scritto Bologna (dall’album Metropolis del 1981), in cui l’artista descrive la città «capace d’amore, capace di morte e che sa stare in piedi, per quanto colpita». «Col fiato sospeso nel fuoco e nel fumo / Bologna si staglia sfinita!», scrive invece Pierangelo Bertoli. La canzone si intitola Nicolò e fa parte del 33 giri Album uscito un anno dopo la strage. Un allusivo riferimento lo si trova anche nella canzone Se ti tagliassero a pezzettini di Fabrizio De Andrè del 1981: «T’ho incrociata alla stazione / che inseguivi il tuo profumo / presa in trappola da un tailleur grigio fumo / i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino / camminavi fianco a fianco al tuo assassino». Col tempo tanti cantautori hanno reso omaggio al doloroso evento: Lo Stato Sociale con Linea 30, Daniele Silvestri con La bomba e ancora Fabrizio Moro con L’Italia è di tutti.

… e la letteratura: da Andrea Zanzotto a Stefano Benni

Anche in letteratura l’attentato ha avuto un peso notevole, come era giusto che fosse: si pensi a Il nome di Maria Fresu di Andrea Zanzotto, in cui viene ricordata l’unica vittima di cui non è stato rinvenuto il corpo, proprio perché completamente disintegrato dalla violenta esplosione. Sempre a lei e alla figlia di tre anni è dedicata l’opera Memoria mare. Lettere ad Angela e Maria Fresu del 2010. Si tratta di un libro che raccoglie poesie, interventi e racconti di personalità della cultura e del giornalismo italiano, come Roberto Roversi, Gregorio Scalise e Grazia Verasani. Un riferimento alla strage di Bologna c’è anche in uno dei romanzi più noti di Umberto Eco, Il pendolo di Foucault, in cui ad un tratto si legge di una valigia abbandonata però su un treno in transito. Molto bello sullo stesso tema uno dei racconti di Stefano Benni, tratto da Bar sport duemila, che si svolge nella stazione bolognese la mattina della strage e che termina un istante prima dell’esplosione dell’ordigno.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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