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Strage di Erba analisi nuovi reperti: il 12 luglio la Cassazione si pronuncerà sul ricorso di Rosa e Olindo

Strage di Erba ultime notizie: la Corte di Cassazione si pronuncerà il 12 luglio prossimo in merito al ricorso presentato dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi contro il recente rigetto della Corte d’Appello di Brescia a che venissero compiute analisi su tutta una serie di reperti mai esaminati prima durante le indagini e i processi a carico della coppia, condannata in via definitiva per l’eccidio. Quella stessa Corte, infatti, ha compiuto un inspiegabile dietrofront, accordando dapprima l’incidente probatorio ed arrivando addirittura a fissare l’udienza per il conferimento degli incarichi ai periti che avrebbero dovuto effettuare gli accertamenti sui succitati reperti, per poi interrompere l’iter e bollare come “inammissibile” la richiesta avanzata dalla difesa dei Romano.

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GLI APPROFONDIMENTI DI URBANPOST SUL CASO DI ERBA: Strage di Erba intervista esclusiva all’avvocato di Rosa e Olindo: perché la corte di Brescia ha negato l’analisi dei reperti?

Dopo un lungo iter fatto di ricorsi e rigetti, finalmente c’è una data: il 12 luglio la Corte di Cassazione è chiamata a pronunciarsi in merito alla questione. I difensori di Olindo e Rosa reputano di fondamentale importanza gli accertamenti (mai compiuti finora) su una serie di reperti recuperati all’epoca dei fatti dai Ris dalla casa della strage in cui, l’11 dicembre 2006, morirono quattro persone tra cui un bimbo di 2 anni; oggetti e tracce ematiche e biologiche di soggetti non noti agli investigatori, non appartenenti alle vittime e né ai due condannati, che potrebbero rivelare la presenza sulla scena del crimine di altre persone.

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Clicca qui per leggere l’intervista di UrbanPost alla criminologa Roberta Bruzzone, consulente della difesa di Olindo e Rosa

I legali della coppia, condannata all’ergastolo, Fabio Schembri, Luisa Bordeaux e Nico D’Ascola, avevano ritenuto “abnorme” la decisione dei giudici bresciani che inizialmente avevano fissato un’udienza per nominare i consulenti, per poi inspiegabilmente negare quegli stessi accertamenti su una serie di oggetti tra cui un accendino, delle formazioni pilifere e un mazzo di chiavi. L’obiettivo degli avvocati di Rosa e Olindo è ottenere la revisione del processo.

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