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Strage Nizza, parla il fratello del killer: “Mohamed neanche pregava”

Sky Tg24 ha raggiunto al telefono il fratello di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il 31enne franco-tunisino autore della strage di Nizza. “L’ho sentito per l’ultima volta il pomeriggio della strage … stava passeggiando sul lungomare di Nizza, quando mi ha telefonato erano le 16 del 14 luglio”, ha detto il ragazzo, ancora sgomento per quanto accaduto giovedì notte lungo la Promenade des Anglais.

“Era normalissimo, mi ha detto che sarebbe andato alla festa, era allegro e tranquillo, come sempre. Non mi rendo conto di come possa avere fatto una cosa del genere, Mohamed non faceva la preghiera, sono scioccato”, ha riferito sul conto del fratello, a proposito del sospetto che il 31enne fosse vicino allo jihadismo, e ammettendo tuttavia che da qualche tempo aveva dei problemi personali. Il giovane ha poi detto di non essere stato contattato né interrogato dagli inquirenti.

Il killer di Nizza era dunque in cura da uno psicologo: “Sì è vero, era nervoso. La moglie se n’era andata ma non so per quale motivo né che tipo di problemi psicologici avesse”, ha confermato il fratello. Intanto la polizia francese ha diffuso alcuni selfie rinvenuti sul cellulare del killer, scattati sul luogo della strage nelle ore precedenti il massacro: Bouhlel sorride felice, con alle spalle il tir bianco della morte. La procura di Parigi ipotizza che, benché non musulmano praticante, si fosse radicalizzato rapidamente via web.

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