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Strage Nizza, parla medico del killer: ecco le psicosi di Mohamed Bouhlel

Mohamed Bouhlel soffriva di alterazione della realtà, quindi di un principio di psicosi”, a riferirlo al settimanale L’Express, ripreso dal Corriere della Sera, è il dottor Chemceddine Hamouda, medico psichiatra tunisino che aveva in cura il 31enne franco-tunisino autore della strage di Nizza dello scorso 14 luglio.

Personalità disturbata, violento e instabile, l’attentatore di Nizza non si accettava esteticamente – “non si vedeva bello e sentiva il bisogno di diventare più muscoloso” – picchiava i genitori che, esasperati, lo mandarono via di casa, per poi tentare un riavvicinamento, ma senza successo. Dal 2014 il giovane era in cura e assumeva tranquillanti e antidepressivi, ma dopo i primi appuntamenti disertò le sedute di analisi.

Questi gli elementi che tracciano il profilo di Mohamed Bouhlel, come spiega il suo medico, che due anni fa sul suo quaderno di appunti scriveva: “Bouhlel non viveva in un mondo reale. Soffriva di alterazioni della realtà e di disturbi comportamentali”.

L’azione criminale del 31enne, costata la vita a 28 persone, secondo il dottor Hamouda non era prevedibile: “Non aveva comportamenti che lo facessero pensare capace di un tale massacro” – ha spiegato – “Quella strage non è l’atto di un pazzo, ma è un atto premeditato che necessita di preparazione mentale”.

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