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Strage Tribunale di Milano, metal detector funzionante: nessuno controllò Giardiello

Emerge un’agghiacciante verità sulla tragica sparatoria messa in atto da Claudio Giardiello il 9 aprile scorso, presso il Tribunale di Milano. Secondo quanto scrtitto da Repubblica, infatti, l’immobiliarista che ha ucciso 3 persone non entrò dall’ingresso degli avvocati come invece si era sempre pensato, ma da un varco normale. In realtà – questa è l’ipotesi investigativa shock diffusa –  il metal detector funzionò regolarmente e nessuno sottopose il killer a perquisizione.

Una ricostruzione sconcertante che sarebbe emersa dalle indagini che la Procura di Brescia sta portando avanti e che, se confermate, contraddirebbero la verità emersa finora. La nuova pista sarebbe legata al contenuto di un video di quella mattina in cui si vedrebbe una persona davanti a Giardiello passare sotto il metal detector che funziona e si illumina. Benché la qualità delle immagini non sia eccellente, gli inquirenti avrebbero avuto modo di scorgere anche le guardie fare dei controlli con lo scanner manuale su quella persona, facendola passare regolarmente.

Nel filmato si vedrebbe poi un uomo, presumibilmente Giardiello, che appoggia la borsa sul nastro e viene controllata; le guardie però in questa occasione non avrebbero fatto il controllo manuale nonostante il metal detector avesse suonato. Si vede quindi Giardiello passare senza problemi ed introdursi in Tribunale. Chi arriva dopo di lui procede regolarmente e anche al suo passaggio, stando alle indiscrezioni emerse, il metal detector avrebbe funzionato regolarmente. Se tale ricostruzione fosse accreditata dagli inquirenti, getterebbe dubbi inquietanti sui controlli effettuati quella mattina dalle guardie all’interno del Palazzo di Giustizia.

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Un Posto al Sole anticipazioni settimanali 18-22 Maggio 2015: Angela cotta di Leonardo

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