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Strage Tribunale Milano: i Carabinieri negarono il porto d’armi a Claudio Giardiello

Emergono nuovi particolari su Claudio Giardiello, l’imprenditore che ieri ha provocato la morte di 3 persone, aprendo il fuoco al Tribunale di Milano. Davanti a una richiesta di porto d’armi, i Carabinieri di Brugherio avrebbero infatti espresso parere negativo sull’esercizio al tiro al bersaglio.

La segnalazione fu tuttavia ignorata dalla Prefettura, che la ritenne non vincolante: per questo motivo gli fu concesso  l’uso dell’arma, una pistola 9×21, al poligono e nella sua abitazione. Lo stesso Giardiello, interrogato dai Carabinieri, ha riferito sulla pistola detenuta: “Sono entrato in tribunale con l’arma. Speravo che me la trovassero all’ingresso così non avrei fatto tutto questo“.

L’uomo inoltre aveva fatto richiesta di un aiuto economico e di un alloggio popolare presso i Servizi Sociali di Garbagnate Milanese, ricevendo due risposte negative. In quell’occasione, i Servizi Sociali gli consigliarono persino di rivolgersi a uno specialista, in quanto era troppo stressato.

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