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Strategie per guadagnare online, davvero: intervista a Dario Vignali

Come si fa a diventare in soli tre anni uno tra gli influencer e comunicatori di maggior rilievo nel campo del digital marketing in Italia? L’abbiamo chiesto a Dario Vignali, classe ’91, uno dei ventenni più affermati del web italiano. Partito nel 2013 con un semplice blog personale dedicato alle strategie per guadagnare con internet, oggi Dario è un riferimento per tutti coloro che si avvicinano al business online e sono alla ricerca di strumenti utili, pratici e soprattutto in grado di garantire risultati concreti se combinati ad attitudini e motivazione al lavoro online e all’affermazione personale.

Chi è Dario Vignali: raccontaci in breve la tua storia

“Saltando i convenevoli potremmo passare direttamente al 2013 quando aprii il mio attuale blog Dariovignali.net fu uno dei primi blog Italiani a porsi l’obiettivo di raccontare – in maniera approfondita – le dinamiche e le strategie necessarie per guadagnare online. Cosa mi spingeva a farlo? Semplice, lo stesso interesse che muove le menti creative spingendole all’azione. A sostegno del fatto che il digital marketing e il blogging fossero le mie due vere passioni accadde una cosa strabiliante… Dariovignali.net ottenne successo e raccolse ottimi feedback fin da subito. Per chi inizia sul web senza budget da dedicare all’advertising ottenere successo “fin da subito” non è certo cosa semplice, nessun blog tra quelli che avevo creato in precedenza aveva generato risultati del genere. Ero l’unico blogger in Italia a scrivere dei post sul digital marketing così lunghi, informativi ed appassionati. I lettori arrivavano per il semplice passaparola e la mia newsletter cresceva di qualche migliaio di utenti ogni mese. Avevo trovato un mercato blue-ocean, nonché quella che noi marketers definiamo ‘nicchia libera’: un’area d’interesse poco trattata (o scarsamente approfondita) ma con un potenziale pubblico interessato.
Scrissi, pubblicai e riscrissi ancora, buttavo fuori guide da mille, duemila parole con cadenza settimanale. All’epoca erano in molti a dire che non era possibile guadagnare grosse cifre con un blog Italiano, che non fosse dedicato a macro argomenti come moda, cronaca o lifestyle. Continuai a seguire l’esempio dei BB (big-bloggers) Americani. I loro income-reports (report di guadagno) segnavano profitti da capogiro, con numeri che superavano le cinque cifre. Qualche mese dopo diventai uno dei pochi ventunenni d’Italia a guadagnare più dei propri professori universitari (sorride)”.

Come è nata la tua passione per il web prima e per il web marketing poi?

“Ero una persona introversa e sul web potevo presentarmi per ciò che volevo essere davvero. Aprii il primo blog a tredici anni e mi misi a raccontare le ultime novità della rete. All’epoca nascevano nuove realtà quasi ogni giorno: raccontai della nascita di Gmail, scrissi guide sull’utilizzo di Linux, spiegai come fosse possibile rubare le password di forum e siti web. Dal 2006 al 2013 aprii una moltitudine di blog su argomenti ben diversi tra loro.
Il web marketing era una costante: mi occorreva per amplificare il mio messaggio, arrivare ad un pubblico più vasto e migliorare le mie doti comunicative. Nel tempo ho cambiato le tematiche trattate sui miei blog o siti web, ma il mio interesse per il web marketing è rimasto. Fu proprio questo a spingermi ad aprire un blog sull’argomento.”

Il web può davvero offrire opportunità concrete a chi ne è appassionato e non ha un’occupazione?

“Se oggi il web già rappresenta un’incredibile opportunità, tra qualche anno diventerà la base per qualsiasi progetto, aziendale o imprenditoriale che sia. In Italia il tasso di adozione delle nuove tecnologie è ancora basso, soprattutto se paragonato a quello degli altri paesi. Negli anni che verranno vedremo un tasso di digitalizzazione delle imprese e un aumento delle vendite online tale da risultare impressionante.
L’automazione dei processi offerta della rete offre opportunità incredibili ai giovani d’oggi, in particolar modo qui in Italia dove mancano professionisti specializzati e competenze specifiche. Nel nostro paese il sistema educativo non è riuscito ad organizzare ed offrire una formazione consona alle moderne dinamiche di digitalizzazione delle imprese.
Il risultato? Una grande domanda di competenze praticamente impossibili da recuperare sul mercato. Proprio così… C’è spazio per tutti, bisogna però avere l’intuito e la forza per fare da sé. Non c’è università che insegni queste discipline in maniera approfondita.”

Quali sono le skill necessarie per intraprendere un percorso simile al tuo?

“Per lanciarsi come professionista della rete ci si può buttare sul copywriting, sul web design o sui linguaggi di programmazione. Si può anche scegliere di dedicarsi alla conversion optimization, all’advertising o al content marketing.
La verità è che la figura dell’esperto del web non esiste, proprio come non esiste un matematico che si possa definire esperto di “Matematica”. Il web, come la matematica, rappresenta un intero ecosistema con le sue regole, i suoi processi e le sue dinamiche. Proprio per questo invito i miei lettori a diffidare dei corsi di web marketing.
Un corso di web marketing non può che fornire una semplice infarinatura. Difficilmente potrà garantire l’acquisizione di tutte le competenze utili (e necessarie) a districarsi in questo mercato, proprio come un corso di Matematica delle Scuole superiori non potrà mai insegnare l’algebra astratta o l’analisi complessa.”

Cosa ti senti di consigliare a chi inizia oggi questo percorso?

“Chi desidera intraprendere una carriera in ambito digitale può intraprendere due strade:

• Specializzarsi in una disciplina in particolare.
• Perseguire una visione olistica del mercato e costruire la propria idea imprenditoriale.

Nel primo caso l’iter è piuttosto semplice: si studia, si promuovono i propri servizi e si viene assoldati da qualche azienda per lavorare a progetti digitali… La classica carriera del freelancer, per intenderci.
Nel secondo caso le cose si fanno più complesse: bisogna avere un’idea, un prodotto da vendere e una buona strategia. Bisogna quindi costruirsi una piattaforma (un blog ad esempio) e crescere un pubblico di persone interessate ai propri contenuti o ai propri prodotti. Solamente così si può generare ottimi profitti.”

Il secondo caso è il caso del mio blog. Sono sempre stato un viaggiatore per natura e – proprio per questo – ho preferito il viaggio imprenditoriale alla carriera di freelancer. Lavorare alle mie idee mi riempie di stimoli e soddisfazioni, se lavorassi per qualcun altro non sarebbe la stessa cosa. Diciamolo… Non è un viaggio facile, ma non ci si annoia mai.”

Come sei riuscito a conquistare la posizione di rilievo che hai raggiunto? Raccontaci se puoi qualche segreto

“Come racconta Malcolm Gladwell nel libro “Fuoriclasse” la fortuna conta, sempre. Non è detto che si nasca con una passione capace di soddisfare una domanda di mercato. Io sono stato piuttosto fortunato nel lanciarmi in un mercato emergente. Voglio dire… Può essere che ti piacciano gli aquiloni, ma non è detto che questo basti per creare un business capace di mantenerti a vita.
Avere l’idea giusta è importante, ma sono altrettanto importanti l’ecosistema in cui si opera e le risorse di cui si dispone. Lanciare un business in rete porta con sé l’incredibile vantaggio di poter partire con un budget minimo. (L’avete letto 100€ bastano di Chris Guillabeau?). Io ricordo di essere partito con un account gratuito di wordpress.com e senza troppe ambizioni, e questo è stato senza dubbio un elemento a mio favore…
Ho sempre fatto le cose per passione e ho sempre mantenuto i profitti in secondo piano. Credo che questo sia molto importante.Credete che Steve Jobs abbia creato la Apple per soldi? La verità è che la maggior parte degli imprenditori di successo hanno sempre lavorato per il piacere di trasformare i propri sogni in risultati. Il mio grande consiglio è questo: ‘Fate qualcosa che apporti un grande valore nella vita delle persone e vedrete che i risultati non tarderanno ad arrivare’. Io mi sono sempre impegnato ad insegnare alle persone a guadagnare grazie al web alle proprie passioni. Nient’altro.”

Qual è secondo te il motivo principale del tuo successo?

“A 13 anni ho cominciato a lavorare ad i miei progetti e non mi sono mai fermato. Ho sempre avuto chiari i miei obiettivi e non ho mai gettato la spugna, anche quando i risultati tardavano ad arrivare. Lo ripeto spesso… Sul web, la miglior strategia che si possa adottare, è una strategia a lungo termine. Non importa dove si desidera arrivare, l’importante è rimanere costanti e fedeli ai propri obiettivi. Resilienza, prima di tutto.”

Se potessi tornare indietro faresti lo stesso percorso?

“Assolutamente! Credo che senza questo percorso non mi troverei dove sono oggi. Un’unica nota: se potessi, vorrei poter tornare indietro nel tempo e insegnare al me stesso di qualche anno fa a “dir di NO”. La mia bontà mi ha portato troppe volte a regalare il mio tempo a progetti e persone che non lo meritavano. Soprattutto quando ero più giovane finivo per voler prendere parte a qualsiasi idea di business che mi veniva presentata.
Spesso è importante mantenere frenato l’entusiasmo… Fare tante cose allo stesso tempo può portare ad un unico risultato: fare tutto e farlo male.
Sono state innumerevoli le volte in cui ho provato angoscia per scelte prese senza pensare e per l’idea di dover deludere qualcuno con cui avevo speso parola.
Il proprio tempo è l’asset più prezioso di cui si dispone e, quando si dice di sì a qualcosa, si sta dicendo di no a qualcos’altro. Il problema si verifica quando quel qualcos’altro siamo noi stessi.”

Parlaci delle ultime tue due guide, Affilobook e Instagram On Fire: cosa trattano?

“I miei primi profitti li ho generati con l’affiliate marketing, una tipologia di business che permette di guadagnare commissioni sulle vendite di prodotti e servizi altrui. In Italia sono in pochi a saperlo, ma quasi tutte le più grandi piattaforme di ecommerce possiedono un programma di affiliazione.
Un esempio classico è il programma di affiliazione di Amazon. Ci si può iscrivere e ottenere un link personale per ogni prodotto in vendita sul sito. Promuovendo e pubblicando il link su blog, social media e altre piattaforme è possibile guadagnare una commissione su ogni vendita generata dal proprio link.
Tutt’oggi riesco a generare svariate migliaia di euro al mese con le affiliazioni, e Affilobook è il primo corso avanzato d’Italia sull’argomento. Al suo interno vengono spiegate le diverse strategie utili a perseguire un business di questo tipo.
Instagram On Fire è invece il mio corso bestseller. È stato realizzato in collaborazione con Stefano Mongardi, un ragazzo che fornisce consulenza per instagram ad attori e attrici (o aspiranti tali) di Hollywood.
Nel 2015 Instagram è diventato il social network per eccellenza del mercato B2C e i brand veicolano la propria visual communication su influencer e grossi profili.
Il nostro corso vuole aiutare tutti coloro che desiderano aumentare la propria audience e imparare a sfruttarla per guadagnarci.”

Elenca tre cose da fare assolutamente se si vuole fare del web la propria professione e guadagnare davvero

“1 – Never Back Down. Mai arrendersi, mai dire mai, mai perdere la speranza. Queste banalità, che tapezzano le bacheche dei nostri profili Facebook, sono più facili a dirsi che a farsi. Piuttosto che condividerle, è meglio farle proprie.

2 – Acquisisci qualcosa di nuovo ogni giorno. Studia, leggi i blog di digital marketing, partecipa attivamente alle community del web. “Metti la cera, togli la cera. Metti la cera, togli la cera” diceva il Maestro di KarateKid. Se non ci si applica non si arriva da nessuna parte.

3 – Definisci i tuoi obiettivi. Come mi piace ripetere spesso “nessuno ti seguirà se nemmeno tu sai dove stai andando”. Finché non avrai ben chiaro quale sia la tua meta, difficilmente ci potrai arrivare. Step 1, definisci la meta. Step 2, definisci il percorso per arrivarci. Un buon piano d’azione aiuta sempre.”

Elenca tre cose da NON fare se non si vuole fallire al primo tentativo o quasi

“1 – Evitare di focalizzarsi sul profitto.
Nessuno dice che il guadagno non debba figurare tra gli obiettivi, ma focalizzarsi su un risultato di questo tipo porta ad arrendersi quasi subito.
Abituati come siamo agli instant-feedback del mondo moderno quali like, condivisioni e quant’altro, diventa facile gettare la spugna se i risultati non si vedono fin da subito.
Prima di arrivare a guadagnare bisogna passare per un lungo percorso di studio, apprendimento e acquisizione dei modelli di business.
Invece di focalizzarsi sulla creazione di un reddito è meglio focalizzarsi sul percorso destinato a produrre la propria prima vendita. Imparare qualcosa, di giorno in giorno, è già parte del risultato.

2 – Evitare l’ordinarietà.
Ho fatto di questo principio la pietra miliare della mia carriera. Diciamocelo, finché si ricorre a strategie, modelli e comportamenti ordinari è difficile ottenere risultati straordinari. Vuoi ottenere risultati migliori e diversi da quelli di chi non ce la fa? Pensa in modo diverso. Lo diceva già Steve Jobs, non lasciare che sia io a dirtelo.

3 – Mai guardare ai casi di insuccesso.
La maggior parte delle persone che mi contattano pensano che ormai sia troppo tardi per intraprendere una carriera da blogger. È facile trovare scuse, è ancora più facile immedesimarsi in chi non ce la fa. Ogni giorno nascono decine di blog e il 99% di questi non produrrà mai un reddito. Sta solo a noi decidere o meno se farsi in quattro per rientrare in quell’1%.”

Vuoi lasciare un messaggio ai lettori di UrbanPost?

“Il mondo professionale sta cambiando. Bisogna stare attenti a non fidarsi troppo dei consigli istituzionali, di quel raccontano gli universitari senza lavoro, di quel che ci vogliono far credere i telegiornali. Certo, la crisi esiste, ma è una crisi che riguarda i vecchi paradigmi, le aziende che si basano su vecchi modelli di business, gli stagisti che cercano lavoro secondo i soliti metodi convenzionali. Esistono decine di strade ancora inesplorate, centinaia di idee di business ancora da lanciare, migliaia di posti di lavoro ancora da occupare. La cosa importante è non fare ciò che fanno tutti, altrimenti si finirà per ottenere quel che ottengono quasi tutti. Che, solitamente, è troppo poco. Un abbraccio, Dario.”

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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