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Striscia La Notizia contro Flavio Insinna, nuovo atto: “Tutte le imprecisioni del nostro” (FOTO)

Striscia La Notizia contro Flavio Insinna, nuovo atto del grande scontro che ormai da una settimana riempie le pagine dei giornali, le agende dei programmi TV e la scaletta del TG satirico condotto da Ficarra e Picone. L’occasione per tornare a parlare dello scontro tra Striscia e Insinna sarebbe un’intervista rilasciata da quest’ultimo al Corriere della Sera in data odierna. Ma il programma Mediaset non ci sta e tuona evidenziando: “Tutte le imprecisioni del nostro.” 

>>> Flavio Insinna attaccato da Pupo <<<

Flavio Insinna e il termine femmincidio: le accuse di Striscia La Notizia

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera a Insinna non è andato giù  l’uso del termine “femminicidio”. Eppure, da Striscia La Notizia tuonano che il conduttore TV abbia evitato di ammettere un fatto molto facilmente verificabile. “Basta andare a pagina 88 del suo libro Neanche un morso all’orecchio (Mondadori) – scrivono dalla redazione Mediaset –  dove si legge del suo odio per l’infermiera della terapia intensiva dov’è ricoverato il padre, e che lui minaccia, appunto, di femminicidio: «Brutta nana stronza… se provi a denunciarmi io domani torno e ti ammazzo con le mie mani». È stato lui a scrivere quelle parole e a confermarle in un’intervista, non qualche suo nemico.”

Striscia La Notizia: “Noi contro Insinna perché competitor? No”

Flavio Insinna, sempre nell’intervista concessa al Corriere della Sera, sostiene che Antonio Ricci ce l’avrebbe con lui perché ha avuto “l’ardire di condurre un programma che andava in onda nel suo stesso orario.” Dalla redazione di Striscia fanno sapere:  “Insinna non dice però che Striscia ha sempre avuto dei competitor, da Enzo Biagi a Simona Ventura, da Antonella Clerici a Fabrizio Frizzi, da Pupo a Max Giusti fino ad Amadeus, ma con nessuno c’è mai stato alcuno screzio, forse perché si è sempre trattato di brave persone.”

Striscia La Notizia: “Diffamazione ai danni di Insinna?”

Flavio Insinna, sempre secondo Striscia La Notizia, “fa la vittima e si finge un perseguitato e un diffamato”. Stando a quanto emesso dall sentenza della prima sezione civile del tribunale di Roma del 6 febbraio 2015, però, non si potrebbe parlare di diffamazione: “Esclusa la natura diffamatoria delle trasmissioni informativo-satiriche di Striscia la notizia, la domanda risarcitoria per diffamazione, presentata dalla Rai per tale causale, deve essere totalmente rigettata nel merito e condanna sempre la Rai al pagamento delle spese processuali.” Questo, secondo la redazione del TG satirico, confermerebbe che Striscia non ha mai diffamato Affari tuoi “ma si è limitata a fare quello che è il suo mestiere da 29 anni: mettere in luce i tarocchi, i taroccatori e i loro fiancheggiatori.”

Striscia La Notizia vs Insinna: “Truccava più del dovuto”

Una precedente sentenza del 14 ottobre 2013 emessa dal gup del tribunale di Roma aveva deliberato: «L’intero format di Affari tuoi aveva scelto tecniche procedurali e tecniche di controllo che non garantivano la dovuta trasparenza». E le accuse mosse dal TG satirico non si fermano qui: “Ciononostante, come risulta evidente dai fuori onda trasmessi da Striscia, Insinna spingeva per taroccare ulteriormente per qualche punto di share in più, eliminando “la scatola X” e modificando la selezione dei concorrenti: il conduttore chiedeva esplicitamente di ignorare il sorteggio (previsto dal regolamento) per scegliere concorrenti più “simpatici”. E Affari tuoi non era un giochetto, ma una trasmissione in cui si poteva arrivare a vincere anche 500.000 euro.”

Flavio Insinna e l’intervista a Carta Bianca: la precisazione di Striscia

“L’unica cosa vera detta da Insinna è che Striscia la notizia ha deciso di intervenire, anche se Affari tuoi ha chiuso, proprio per l’eco che ha avuto l’intervista a Carta Bianca, con cui il consumato attore dei pacchi ha sedotto giornalisti, politici e telespettatori. – si legge nel comunicato inviato da Striscia – Del tutto falso, però, il suo stupore per l’esistenza di quei fuori onda che circolavano gratuitamente, di telefonino in telefonino, da un paio d’anni e che sono arrivati a Striscia presumibilmente dopo essere stati mandati invano alla Rai. Perché va ricordato che Insinna non è affatto solo, ma gode, e ha sempre goduto, della ferrea protezione fornita dai vertici di Viale Mazzini e da Endemol.”

 

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