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Studente americano ucciso a Roma: è giallo sulla sua carta di credito, chi l’ha usata?

In attesa che domattina 7 luglio il Gip convalidi il fermo di Massimo Galioto, sono ancora tanti gli interrogativi che avvolgono la tragica morte dello studente americano morto a Roma la notte del 30 giugno scorso.

Il 19enne Beau Salomon aveva acqua nei polmoni, ed è morto annegato nelle acque del Tevere, questo ha stabilito l’autopsia. Gli esami tossicologici nei prossimi giorni diranno inoltre se la sera in cui è stato ucciso aveva bevuto (tanto, a detta di diversi testimoni) e/o assunto sostanze stupefacenti.

E se il senzatetto Galioto, arrestato ieri con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi, ha ammesso la colluttazione con lui – due video lo incastrerebbero mentre dopo averlo colpito lo scaraventa giù nel fiume dal ponte Garibaldi – non è altrettanto chiaro chi lo abbia derubato del denaro contante (secondo la ricostruzione si tratterebbe di due nordafricani) ma soprattutto chi, il giorno dopo la sua scomparsa, abbia utilizzato la sua carta di credito prima a Roma e poi a Milano.

L’ipotesi investigativa più accreditata è che a spendere i suoi soldi (si parla di circa 1.700 euro), quando nella Capitale erano in corso le ricerche del giovane scomparso, sia stato un turista ‘sciacallo’.

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