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Su Facebook Servizio Pubblico lancia il suo Governo Ideale: è polemica

Evidentemente invidiosi del fatto che “Porta a Porta” sia definita “la terza camera”, a “Servizio Pubblico” si improvvisano “Secondi Presidenti della Repubblica”, e lanciano, apparentemente di loro iniziativa, una proposta di governo che dovrebbe raccogliere la fiducia dei parlamentari del PD e dei cittadini del M5S. In meno di un’ora si è scatenata una vivace discussione sulla pagina stessa, e ci sono state oltre 400 condivisioni.

governo pdm5s

I nomi sono tutti abbastanza noti. Paradossalmente quello da più tempo lontano dai riflettori della politica attiva è quello del possibile Premier, vale a dire Stefano Rodotà, parlamentare di lungo corso e Garante della Privacy fino al 2005 (fonte Wikipedia).

Si tratta di personaggi in gran parte non politici di lungo corso, che la redazione di Servizio Pubblico ha immaginato potessero essere “tecnici” nelle rispettive materie, e di estrazione dichiaratamente di sinistra o grillina, più due reduci del Governo Monti.

I due highlander sono Anna Maria Cancellieri, che rimarrebbe Ministro dell’Interno, e l’economista Fabrizio Barca, promosso dall’inutile Ministero per la Coesione Territoriale (che verrebbe soppresso), al Ministero per lo Sviluppo Economico. Evidentemente i risultati raggiunti in termini di recessione e disoccupazione dal Governo Monti, sono considerati un titolo di merito da Santoro e soci per occuparsi proprio dello Sviluppo Economico.

All’Economia andrebbe l’economista chicaghese Luigi Zingales, guru economico di Renzi, e soprattutto co-fondatore di Fermare il Declino che ha reso pubblico il bluff di Oscar Giannino sui mancati master. Come idee economiche, ama atteggiarsi ad iper-liberista, quindi sarebbe divertente, si fa per dire, vederlo a fianco di un ministro del Welfare che risponde al nome di Maurizio Landini, leader della FIOM, il sindacato metalmeccanico più intransigente.

Tra gli economisti, un contentino viene dato ad Irene Tinagli, ospite frequente dei talk show, in quota Montezemoliana, e neo eletta alla Camera con la Lista Monti: a lei il Ministero delle Pari Opportunità, come dire “sarai anche economista, ma dato che sei donna, ti appioppiamo uno dei ministeri inutili, e devi anche dire grazie”.

Interessante la scelta per la Sanità, vale a dire Gino Strada: vista la situazione di certi ospedali, hanno pensato bene ad uno pratico di ospedali afgani, nella speranza che riesca a “metterci una pezza” almeno lui.

Alle Politiche Agricole Carlin Petrini, il profeta dello Slow Food, tanto buono, tanto sano e tanto costoso: magari morirete di fame, ma sapendo che il lardo di Colonnata e il vino Sassicaia verranno tutelati a dovere.

All’Istruzione Milena Gabanelli: ci sfugge la competenza specifica della nota giornalista nell’organizzazione della scuola, ma effettivamente non è mai stato un requisito richiesto a chi è stato nominato a questo ministero.

Alla Difesa l’ex Generale Fabio Mini, molto ascoltato e divulgato da Beppe Grillo, in quanto favorevole a forti tagli nella spesa militare, non sappiamo se solo sugli armamenti o anche sulle superpensioni degli ex-ufficiali.

Agli Esteri viene suggerita Laura Boldrini, ex-portavoce dell’ONU per i Rifugiati, e neo eletta con SEL, sempre a favore dell’immigrazione incontrollata dall’Africa, e pazienza se nella gran parte dei casi le traversate si concludono in fondo al mare.

Alla Giustizia andrebbe Pier Camillo Da Vigo, il membro più “moderato” del mitologico Pool di Mani Pulite di inizio anni ’90. Tanto per fugare i dubbi che alla procura di Milano abbiano simpatie per una delle due parti politiche.

Meno noti i “candidati” per il Ministero dell’Ambiente, e per il Ministero della Cultura, rispettivamente Catia Batioli e Salvatore Settis. Si vede che alla Redazione di Servizio Pubblico avevano finito la fantasia per i nomi famosi…

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