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Sub morti a Grosseto: l’autopsia rivela tracce di monossido di carbonio nel loro sangue

I tre sub morti lo scorso 10 agosto durante un’immersione nelle isole Formiche, a Grosseto, sono rimasti uccisi per inalazione di monossido di carbonio. A rivelarlo l’esame autoptico eseguito sui loro cadaveri, come da richiesta della Procura di Grosseto.

Tracce di monossido sarebbero state trovate nelle bombole da loro usate quel giorno, oltre che nel sangue dei tre sub. Questo è quanto si apprende dagli accertamenti, eseguiti a Bergamo da esperti di una ditta lombarda scelta dai consulenti della Procura. Al momento l’inchiesta in corso riconosce un unico indagato, Andrea Montrone, titolare del diving di Talamone che aveva fornito le bombole ai sub.

L’autopsia sui tra cadaveri è stata eseguita lo scorso 13 agosto, quando già i medici legali temevano che il decesso dei tre uomini fosse stato causato da avvelenamento. Ed oggi la conferma. C’è da capire, ora, come sia stato possibile che le bombole contenessero monossido di carbonio e se si sia trattato di errore umano.

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