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Sudan: una giovane donna rischia la pena di morte perché cristiana

Antonella Napoli, presidente di Italians For Darfur, annuncia che l’organizzazione ha promosso una petizione per scongiurare la pena di morte a cui è stata condannata Meriam Yahia Ibrahim Ishag. La donna sudanese di appena 27 anni, incinta è stata condannata alla pena capitale per aver rifiutato di rinnegare la sua fede.

carcere sudan

Il 17 febbraio scorso Meriam Yahia Ibrahim Ishag è stata arrestata insieme a suo figlio di 20 mesi, il tribunale le aveva dato tre giorni di tempo per convertirsi all’islam. Non avendo aderito alla disposizione dei giudici questi hanno condannato la donna. La sentenza prevede anche cento frustate che Meriam dovrebbe subire per aver commesso adulterio, dato che il suo matrimonio con un uomo cristiano per la sharia, il diritto islamico, non è valido.

Al-Fateh Ezzedin, il presidente del Consiglio Nazionale, il Parlamento sudanese, alla radio locale Radio Omdurman ha sottolineato che la sentenza di morte emessa dal tribunale di Khartum nei confronti di una donna cristiana accusata di apostasia è: «una condanna di primo grado nell’ambito di un processo che avrà tutte le sue tappe giudiziarie, fino alla Corte Costituzionale». Così gli avvocati della 27enne presenteranno ricorso contro la sentenza di morte.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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