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Suicidio Tiziana Cantone: il neuropsichiatra Stefano Vicari ‘Social network possono essere devastanti per una personalità fragile’

Su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, il dottor Stefano Vicari, responsabile del reparto di neuropsichiatria all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, è intervenuto in merito ai casi di suicidio tra i giovani occidentali e alla situazione di Tiziana Cantone, vittima della gogna mediatica e del ruolo dei social network nella vita di tutti i giorni.

Secondo il dottor Stefano Vicari, la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa fra i 10 e i 25 anni in Occidente è proprio il suicidio. Il 90% dei suicidi, infatti, viene associato a un disturbo mentale e nella maggioranza dei casi è un suo derivato. I fattori di rischio preponderanti includono l’abuso di sostanze stupefacenti che nelle ultime generazioni ha conosciuto uno spaventoso incremento. L’effetto che possono avere determinate sostanze sul cervello di un adolescente, sottolinea Stefano Vicari, è devastante.

Durante la trasmissione, Stefano Vicari ha parlato anche del caso di Tiziana Cantone, la ragazza di 31 anni morta suicida a causa soprattutto delle continue vessazioni e dell’esposizione a una vera e propria gogna mediatica: Il caso della 31enne suicida Tiziana Cantone sottolinea il ruolo negativo che i mass media e i social network possono avere sull’equilibrio della persona. In una personalità fragile può essere devastante. È difficile pensare possa essere però l’unica causa, il suicidio è il frutto di diversi fattori. La pressione che gli altri hanno però sull’individuo è molto importante. Una depressione comunque nasce dalla genetica, dalla familiarità ma nasce anche dalla storia personale

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