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‘Sul nascere’, il libro di Carolina Sellitto, biologa: la scienza spiegata tramite l’arte

‘Sul nascere’ è il titolo del nuovo libro della biologa e scrittrice Carolina Sellitto, edito dal Gruppo C1V di Cinzia Tocci. Un’opera teatrale che si prefigge lo scopo di trasmettere la scienza tramite l’arte e la letteratura. Il tema centrale è la fecondazione assistita e il significato di ‘nascere’ e ‘vivere’. Come scrive nella prefazione il fisico e genetista di fama internazionale Edoardo Boncinelli: “Non è la morte, come spesso si dice, ma la nascita il più grande mistero che esista“.

Il concepimento della vita come mistero da svelare e raccontare, come nodo centrale attorno al quale le vite si avvicendano. Il testo è del tutto simile all’opera teatrale presentata a Napoli e Caserta e trasporta il lettore sul palco del teatro. Al centro il protagonista, Andrea Pozzi, professore e ginecologo intento a spiegare, tramite lezioni universitarie, la fecondazione assistita a degli studenti di medicina. Oltre a lui, Luca e Serena, una coppia che racconta il lato esistenziale, umano ed emozionale celato nella ricerca di una gravidanza, e poi un’infermiera e l’embriologa con il compito di far avvenire il grande mistero.

L’opera teatrale ‘Sul Nascere’ della Sellitto riesce a raccontare, con parole scientifiche, un dramma e un miracolo allo stesso tempo, adoperando l’arte come mezzo per aprire la strada a nuove riflessioni sulla vita e sul suo significato. E così, ovociti, spermatozoi e fecondazione assistita diventano letteratura grazie alla scelta di parole mirate, significative. Carolina Sellitto rinomina a suo modo ogni circostanza, ogni dettaglio, senza parzialità o moralismi. La natura per ciò che è.

Nella lettera aperta che segue l’opera, l’autrice punta il dito su una questione molto calda, ovvero ‘utero in affitto’ o ‘mamma surrogata’, due espressioni che non rendono giustizia al miracolo scientifico. Come la stessa Sellitto scrive alla fine: “La Natura spinge semplicemente per il normale incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita, tutto il resto non le importa“. Da qui il ripudio di quelle espressioni in favore di un termine positivo: ’embryositter’, ovvero la donna che si occupa del concepimento e dello sviluppo del feto al posto della coppia. Un libro utile, a suo modo esistenzialista e riflessivo. Un’opera che alimenta il dibattito in un momento storico in cui, per la scienza, è più che mai necessario.

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