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Suore francescane dell’ordine minore, uniche in Italia a vivere in povertà, intervista esclusiva

La voglia di riscoprire il cristianesimo delle origini, come spesso è nei richiami di Papa Bergoglio, che già nella scelta del nome si è richiamato a Francesco, il Santo di Assisi che testimoniava “sine glossa”. Noi di Urban Post ci siamo recati nell’antico convento dei Cappuccini a Tusa, paese in provincia di Messina, presso l’ormai storica comunità delle sorelle minori di San Francesco, la prima in Italia,  vocate alla Regola Bollata di San Francesco risalente al 1223. Il convento, limitrofo alla chiesetta dedicata a San Leonardo, è un oasi di silenzio e di pace, circondato da un terreno coltivato dalle sorelle e da alcune persone di buona volontà disponibili ad aiutarle. Incontriamo Suor Donata, una delle sorelle che vive sin dall’inizio in questa fraternità, che risponde con molta disponibilità sulla loro scelta di vita e su come si svolgono le loro giornate.

Suor Donata vive a Tusa secondo la regola bllata di San Francesco

Suor Donata lei insieme ad altre giovanissime ragazze avete fatto una scelta radicale e pressoché originale, dato che non esisteva l’ordine minore femminile.                                                                                                               L’idea è nata nel 1981, dovuta all’incontro mio e di altre ragazze allora poco più che ventenni con Frate Umile appartenente ai Frati Minori Rinnovati, che da tempo meditava su un ordine femminile di sorelle minori di San Francesco. L’idea che ci ha mosse è stata quella di rivivere un francescanesimo radicale. Il percorso è stato intenso, dopo la scelta della sede, qui a Tusa, nel 1984 si è celebrata la vestizione e la professione delle prime 4 sorelle, tra cui io”.

Chiesa San Leonardo Tusa

Cosa dice la regola a cui vi ispirate?
L’ideale alto della regola “sine glossa” è di vivere con semplicità, conducendo una vita nella povertà materiale e nella fraternità. Il fine ultimo è quello di cercare di professare la vita di San Francesco, vivendo di provvidenze, senza i comfort della vita moderna e nella assoluta essenzialità”.

Come si svolgono le vostre giornate ?
Il convento è il luogo della fraternità e della preghiera nel silenzio. Quindi si prega tutti nella stessa ora e dopo avere partecipato alla messa ognuno si occupa dei propri compiti e delle proprie responsabilità all’interno del convento. Mentre il pomeriggio in genere ci si dedica all’apostolato in parrocchia o nelle famiglie. a volte partiamo per Missioni popolari  a portare il nostro contributo evangelico nelle parrocchie che ci invitano”.

Interno del convento dei Cappuccini Tusa

La vostra comunità nel tempo si è ramificata?
Si a Tusa viviamo in quattro. Alcune nostre sorelle sono partite in missione per la Colombia e hanno fondato ben due comunità, una terza si aprirà a breve. In America Latina adesso ci sono 25 sorelle che vivono secondo la stessa regola. Mentre a Palermo il lascito di una casa da parte di alcune benefattrici ha permesso l’insediamento di un’altra ulteriore comunità dove attualmente vivono 8 sorelle, alcune molto giovani e impegnate con gli studi”.

Qui in questo lembo di terra, dipendenti dalla generosità dei fedeli, vi sentite estranee al mondo?
No affatto, crediamo molto nel primato della parola evangelica, nel valore della preghiera , nel silenzio, e nella postulicità a cui ci dedichiamo. Non abbiamo la televisione o internet, ci arrivano quotidiani e ogni giorno viviamo i problemi delle persone”.

suore minori di San Francesco orto

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