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Sviluppo personale: i 4 pilastri dell’efficacia

Essere efficaci nella vita può voler dire tante cose: realizzare le proprie aspirazioni personali e professionali nei tempi e nei modi che ci siamo prefissati, ritrovarsi in linea con le proprie aspettative e raggiungere traguardi di miglioramento personale con facilità. Significa insomma raggiungere i propri obiettivi naturalmente, senza costrizioni, senza comportamenti forzati a volte al limite della patologia, ma soltanto mettendo a frutto le enormi potenzialità inespresse del nostro “io”, a partire dal nostro cervello.

Secondo i più autorevoli studiosi di leadership e  sviluppo personale, i pilastri dell’efficacia possono essere individuate 4 regole fondamentali che se metabolizzate, cioè adottate come principi ispiratori della nostra vita, ci possono far vivere meglio, sia la sfera privata sia la professionale.

Gli anni fotocopia

“Non puoi vivere lo stesso identico anno per 75 volte di seguito e poi chiamarla vita.”
Robin Sharma

Ringrazio ancora una volta Andrea Giuliodori e il suo Efficacemente.com per avermi fatto incontrare questo autore. Robin Sharma è uno scrittore canadese che si occupa di sviluppo personale e gestione della vita. Nella vita prima di iniziare a occuparsi di sviluppo personale, ha fatto l’avvocato e il professore di diritto. È stato riconosciuto come uno dei cinque migliori esperti al mondo in tema di leadership da un sondaggio indipendente svolto tra oltre 22mila imprenditori. Autore di numerosi bestseller, tradotti in 70 lingue, è tra gli scrittori più letti del mondo, con oltre 6 milioni di copie vendute.

Il problema degli anni fotocopia
Gli anni fotocopia sono quegli anni che si trascinano sempre uguali, con la stessa routine mese per mese ed alla fine non restano nella memoria per i pochi episodi positivi che li hanno contrassegnati. Hanno un format ricorrente, questo:

  • tanti, troppi obiettivi nei primi mesi dell’anno;
  • vacanze estive, vacanze ma non troppo perché pensiamo a quello che non abbiamo realizzato nella prima parte dell’anno;
  • autunno di nuovo carico di buoni propositi, impegnati a correre dietro a mille obiettivi;
  • feste di Natale, bilancio di fine anno e frasi di rito “Il prossimo anno sarà migliore, sarà quello della svolta”.

Ma sarà davvero così? Esistono decine di strategie per cercare di realizzare i “buoni propositi di fine anno”, ma per cercare di farlo davvero occorre prima imparare a rispettare 4 principi fondamentali, i “pilastri dell’efficacia personale”.

Quali sono i pilastri dell’efficacia personale?

Dobbiamo avere le idee chiare, però.

“I principianti si invaghiscono spesso delle tecniche più fantasiose e non comprendono che interiorizzare ed affinare la conoscenza è molto più importante dell’apprendere sempre nuove nozioni.”

Questa è di un altro guru dello sviluppo personale, Joshua Waitzkin, già schacchista di fama internazionale a soli 16 anni.

1) Avere un mantra

Uno dei motivi principali per cui non raggiungiamo i nostri obiettivi è perché ne abbiamo troppi, di obiettivi. Ecco quindi il primo pilastro diventa un obiettivo speciale, un mantra. Il mantra è molto di più di un obiettivo, senza essere un’ossessione. E’ qualcosa verso cui si tende con tutte le proprie forze, perché il suo raggiungimento ci rafforza dal punto di vista interiore.
Il mantra è al primo posto. Per definirlo occorre però rispettare alcune regole chiave, altrimenti ci ritroviamo con una parola d’ordine vuota e priva di significato.

2) Concentrarsi sulle cose su cui hai il controllo.

Andrea Giuliodori le definisce output. Si tratta delle azioni necessarie per raggiungere un obiettivo, diverse dagli outcome, ovvero i risultati, su cui non abbiamo pienamente controllo.
Per natura l’uomo si concentra sempre su ciò di cui na ha il controllo (i risultati) e questo è causa di demotivazione 10 volte su 10 quando questi risultati non arrivano.
Il segreto in questo caso è definire obiettivi basati esclusivamente sulle azioni su cui abbiamo il 100% del controllo (gli output).

3) Segnare i risultati

Voi riuscireste a capire l’andamento di una partita di basket senza che venissero segnati i punti durante la gara? Difficile, molto difficile. Anche se stiamo lavorando al massimo delle nostre capacità, motivati e concentrati, capitano delle giornate no, in cui non riusciamo a raggiungere gli obiettivi giornalieri prefissati. Se ignoriamo questi eventi, rischiamo di scatenare l’effetto “chissenefrega” e perdere di conseguenza efficienza. Di più, ignorare questi passaggi può arrivare ad uccidere la motivazione. Tenere traccia dei progressi (e non progressi), fare il nostro “tabellino di gara” giorno per giorno aiuta invece a migliorare la propria efficienza, ci stimola a “far meglio del giorno prima”. Serve per stimolare la natura competitiva che è in noi, a battere noi stessi insomma.

4) Fare un bilancio periodico del percorso verso il nostro mantra

E’ un appuntamento fisso per fare il punto della situazione sulla nostra priorità annuale, il “nostro obiettivo”. Una specie di “stato di avanzamento dei lavori”, come si fa quando si costruisce una casa con un capitolato come guida. Quali azioni abbiamo compiuto e quali dovremo compiere per raggiungere il nostro mantra. Ad ogni bilancio periodico, che va fatto più volte l’anno, dobbiamo impegnarci, essere molto sinceri con noi stessi ed individuare le azioni che hanno avuto efficacia nel corso dell’anno, ricordando la

“Quando rispetti questo appuntamento e fai i conti con quello che hai fatto e quello che devi fare, non ci sono più scuse che tengano”, scrive Andrea Giuliodori e non posso non essere d’accordo con lui.

Questo ultimo pilastro di efficienza è quello più difficile ma importante per capire se veramente siamo vicini a raggiungere il nostro mantra annuale. Dopo questo articolo voi siete un po’ più vicini al vostro? Mi auguro di sì.

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