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Svizzera, moderno Robin Hood: riscuote dai ricchi per salvare i disoccupati

Prelievo forzoso “alla Robin Hood” sui conti dei benestanti per finanziare i sussidi di disoccupazione: è quello che accadrà in Svizzera a partire dal primo gennaio 2014.  Il governo ha infatti reso esecutiva la legge approvata dal parlamento di Berna il giugno scorso e, a partire dall’anno nuovo, sarà applicata una tassa dell’1% sui redditi superiori ai 300 mila franchi, corrispondenti a 250 mila euro.

franchi svizzeri tassa gennaio

Obiettivo principe dell’aggravio fiscale, che va a colpire le tasche dei ricchi, è risanare il deficit contratto dalla cassa pubblica finalizzata al pagamento dell’assicurazione di disoccupazione. Il fondo, che garantisce ai senza lavoro un sussidio mensile pari all’80% dell’ultimo stipendio ricevuto per ben 18 mesi, registra un buco di circa 4 miliardi. Grazie alla nuova legge sarà possibile recuperare- da chi tutto sommato proprio male non se la passa- circa 80 milioni di franchi all’anno, in modo da scongiurare il crac e risanare il debito in circa 15 anni continuando a garantire condizioni di vita dignitose ai disoccupati alla ricerca di un impiego.

Il clamoroso gesto del governo non ha mancato di scatenare polemiche: la destra dell’UDC grida allo scandalo e sostiene che “alla solidarietà c’è un limite”; mentre i Verdi chiedono un prelievo decisamente più corposo, pari al 2,2%. In clima è in fermento e l’Unione Sindacale Svizzera sottolinea che non saranno solo i “poveri ricchi” a pagare i debiti per la cassa assicurativa ma anche gli stessi lavoratori che vedranno il sussidio di disoccupazione ridurre la propria durata temporale. In questo contesto va ricordato che il tasso di disoccupazione nel Paese elvetico è relativamente stabile e si aggira intorno all‘1,7%, cifra che, letta in prospettiva italiana, appare lontana anni luce.

 

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