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Syd Barrett, dieci anni fa moriva il più grande genio della musica: dai Pink Floyd agli alieni

Dieci lunghi anni sono passati dall’ultimo sospiro di Roger Keith Barrett, conosciuto universalmente con il soprannome di Syd: il padre-fondatore dei Pink Floyd, di cui è stato leader incontrastato dal 1965 al 1968, è diventato celebre per la sua lunga e misteriosa malattia che lo ha costretto, a soli 25 anni, ad abbandonare quella meravigliosa creatura che aveva creato. Non è mai stato un tipo banale Syd Barrett, fin dalle origini del nome della più grande band della storia musicale: “Il nome Pink Floyd è strano? Beh, me lo hanno suggerito gli alieni.” dichiarava divertito alla stampa sebbene, in realtà, Syd il nome lo aveva scelto molto attentamente grazie alla passione per i bluesman Pink Anderson e Floyd Counc. Lui, scopritore inconsapevole di talenti fuori dal comune: ha introdotto Roger Waters all’interno della sua piccola creatura, poi ha dato spazio al “piccolo grande” David Gilmour, lo stesso che in questi giorni sta illuminando la scena a Pompei, lì dove i Pink Floyd nel 1971 regalarono un docu-film passato alla storia della musica.

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Di cosa abbia mai sofferto il buon Syd Barrett è uno dei misteri irrisolti della scena musicale internazionale: c’è chi ha avanzato ipotesi di schizofrenia, chi abbia preso in considerazione il disturbo bipolare e chi, ancora, la sindrome di Asperger. Quel che appare certo sembra essere l’influenza dell’uso di droghe che ne hanno segnato la gioventù negli anni ’60: difficile, del resto, pensare a un grandissimo musicista estraneo alle sostanze stupefacenti nel cuore degli anni sessanta. Secondo David Gilmour, ad esempio, le luci del palco e le droghe avevano provocato crisi di epilessia che furono scambiate per malattie mentali. Eppure, non mancarono nel corso della sua vita episodi di “violenza”, come quello raccontato da Storm Thorgerson: una volta, ad esempio, Syd Barrett si trovò a picchiare con un mandolino in testa la sua fidanzata, Lynsey, e proprio Storm fu costretto ad allontanarlo con la forza.

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Recentemente, Mario Campanella, giornalista scientifico, ha pubblicato un libro “Syd Diamon, un genio chiamato Barrett” in cui evidenzia come il vero malessere del genio della musica fosse da riscontrare nella sindrome di Asperger, una forma lieve di autismo di cui era affetto anche il padre, Arthur Max. “Parlando con le due fidanzate e il nipote di Syd – ha dichiarato ai microfoni de La Stampa, Mario Campanella – ho capito che lui soffriva della sindrome di Asperger.” Il primo disco di Barrett con i Pink Floyd fu “The Piper at The Gates of Dawn”, stesso periodo in cui Stanley Kubrick stava lavorando  a 2001 Odissea Nello Spazio e che avrebbe voluto utilizzare Astronomy Domine come colonna sonora del celebre film diventato cult.

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