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Sydney ostaggi in cioccolateria: i selfie della vergogna di turisti e passanti

Perché l’importante è apparire. Costi quel che costi, ciò che conta è poter dire “io c’ero”. E ieri, durante l’inferno lungo 16 ore dei 40 ostaggi tenuti prigionieri da un uomo armato che inneggiava all’Isis nella cioccolateria Lindt nel centro di Sydney, c’era chi fuori se la spassava e scattava dei selfie. Ennesima dimostrazione di cinismo, di noncuranza per chi soffre e rischia di perdere la vita. Nessun rispetto per la dignità umana ma solo superficialità e gusto per il macabro.

Son tantissimi, infatti, i curiosi, passanti casuali e turisti che si sono soffermarti davanti alla caffetteria di Martin Place, dove stava avendo luogo il sequestro messo in atto da un predicatore armato di origini iraniane che minacciava circa 40 persone con un fucile, per vedere, immortalare l’evento in mondo visione. C’era chi si scattava le foto ricordo di quel momento. Chi sorrideva, in posa per un selfie da condividere su Instagram e in qualunque altro social network mentre dentro la cioccolateria si consumava il terrore.

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