UrbanPost -Movimento 5 Stelle https://urbanpost.it/tag/movimento-5-stelle/ Mon, 19 Feb 2024 12:28:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 https://media.urbanpost.it/wp-content/uploads/2017/01/cropped-urbanpost_icon-1-32x32.png UrbanPost -Movimento 5 Stelle https://urbanpost.it/tag/movimento-5-stelle/ 32 32 Di Maio lascia il M5S e fonda “Insieme per il futuro”, in 60 con lui: chi sono https://urbanpost.it/di-maio-lascia-il-m5s-e-fonda-insieme-per-il-futuro-in-60-con-lui-chi-sono/ Wed, 22 Jun 2022 07:43:59 +0000 https://urbanpost.it/?p=770605 Luigi Di Maio ha abbandonato ufficialmente il Movimento 4 Stelle per fondare un nuovo soggetto politico, "Insieme per il futuro": chi sono i 60 parlamentari che l'hanno seguito.

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“Insieme per il futuro” Di Maio. La notizia è nota, ieri martedì 21 giugno 2022 Luigi Di Maio ha abbandonato ufficialmente il Movimento 5 Stelle per fondare un nuovo soggetto politico, “Insieme per il futuro”, per il momento costituito dai soli due gruppi parlamentari con i deputati e senatori che hanno deciso di seguire il ministro degli Esteri in questa avventura. (Continua a leggere dopo la foto)

"Insieme per il futuro" Di Maio

“Insieme per il futuro” Di Maio: chi sono i 60 parlamentari 5s che hanno seguito il ministro degli Esteri

Con la scissione di Luigi Di Maio, il Movimento Cinque Stelle non è più il primo gruppo in Parlamento, superato da quello della Lega. Sono, infatti, circa 60 i parlamentari tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica, a seguire il ministro degli Esteri nella nuova forza “Insieme per il futuro”. Ecco chi sono.

Tra i deputati pronti a seguire l’ex capo politico ci sarebbero l’ex sottosegretario Gianluca Vacca, Sergio Battelli, Alberto Manca, Caterina Licatini, Luigi Iovino, Vincenzo Caso, Davide Serritella, Daniele Del Grosso, Paola Deiana e Filippo Gallinella. Anche la deputata Elisabetta Barbuto starebbe accarezzando l’idea di lasciare il Movimento per seguire Di Maio, che la scelse candidandola al collegio uninominale di Crotone.

Anche al Senato in molti potrebbero seguire il ministro degli Esteri. Tra gli eletti a Palazzo Madama girano i nomi di Emiliano Fenu, Fabrizio Trentacoste e Antonella Campagna, oltre a quelli di Vincenzo Presutto, Primo Di Nicola, Simona Nocerino, Leonardo Donno e Sergio Vaccaro.

Il nuovo gruppo di Di Maio pesca anche fuori dal Movimento

Il nascente gruppo di Di Maio attrae inoltre anche al centro. Il ministro degli Esteri, a quanto riferisce l’Adnkronos, non pesca solo nel bacino dei Cinque stelle ma anche tra le fila di ‘Coraggio Italia’. Raccontano, infatti, che il deputato Antonio Lombardo sia molto interessato al progetto politico dimaiano e sia fortemente tentato di lasciare il gruppo parlamentare guidato da Marco Marin che fa capo a Luigi Brugnaro. Interpellato in proposito, Lombardo non commenta i boatos.

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“Addio MoVimento”, spazzato via il ‘vecchio’: l’azzardo di Conte sul simbolo già divide https://urbanpost.it/rieti-elezioni-movimento-5-stelle-cambia-simbolo-conte/ Fri, 27 May 2022 11:29:11 +0000 https://urbanpost.it/?p=770370 A Rieti, in vista delle prossime elezioni amministrative in programma per il 12 giugno, il M5S ha deciso di cambiare simbolo e inserire Conte.

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Il Movimento 5 Stelle è pronto a cambiare simbolo? Forse. A Rieti comunque si stanno già preparando. In vista delle prossime elezioni amministrative del 12 giugno, infatti, il comune laziale ha deciso di dare una nuova identità al logo, eliminando la parola Movimento e sostituendola con un chiaro gioco di parole: ConTe. Lo scopo è quello di vedere l’effetto che farà la modifica. E magari fare da apri pista.

rieti

Rieti, il Movimento 5 Stelle cambia simbolo

La proposta di un simbolo diverso a Rieti, la scelta di togliere la parola Movimento ma mantenere le 5 stelle (anche se più piccole) per sottolineare il collegamento, vuole essere un esperimento politico. E vedere le conseguenze l’effetto Conte. Iniziativa locale o primo passo verso il cambiamento, quindi, quello che succederà a Rieti alle prossime amministrative è che ci sarà un nuovo simbolo e un gioco di parole piuttosto scontato: ConTe. Un trucchetto che, però, mette al centro l’ex premier e apre la strada alla personalizzazione del partito.

“Sì, giochiamo sul suo cognome, ma a fin di bene”, ha infatti spiegato Roberto Casanica, capogruppo uscente dei 5 Stelle in consiglio comunale parlando della lista. “Quello di Rieti è un esperimento, un contenitore più largo, vediamo quale sarà l’effetto, come risultati“, ha ammesso poi la deputata pentastellata Francesca Flati, confermando che l’operazione sarebbe già stata approvata dai vertici più alti.

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sondaggi Quirinale

Rieti e Conte nel simbolo del M5S

Come hanno spiegato i pentastellati reatini, l’idea è venuta in mente quando gli attivisti napoletani hanno fatto sospendere dal tribunale tutte le cariche interne del Movimento, anche la stessa elezione a Capo politico di Conte. “Erano i giorni della sentenza di Napoli, del Movimento congelato, in cui non si capiva bene se avremmo potuto presentare il simbolo o no”. Così, per evitare rogne, “abbiamo messo le 5 Stelle e sotto ConTe, scritto attaccato, per dare una connotazione chiara ai nostri elettori”, ha sottolineato Casanica.

“Senza voler essere presuntuosi, ma a volte quello che accade a Rieti poi avviene anche più in grande. Conte è molto apprezzato, anche fuori dal Movimento. In lista abbiamo gente che non è mai stata iscritta. Liberi professionisti, architetti. O militanti che si erano allontanati e ora tornano”, ha aggiunto poi una volta saputo che ai vertici si sta parlando seriamente di una modifica al simbolo. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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Il M5S continua a stralciarsi: Giarrusso annuncia l’addio per fondare un nuovo partito https://urbanpost.it/giarrusso-m5s-lascia-fonda-nuovo-partito/ Wed, 25 May 2022 11:52:10 +0000 https://urbanpost.it/?p=770248 L'ex Iena nonché eurodeputato Dino Giarrusso ha ufficialmente annunciato il suo addio al Movimento 5 Stelle per fondare un nuovo partito.

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L’europarlamentare Dino Giarrusso ha ufficialmente annunciato che lascerà il Movimento 5 Stelle. “E’ una decisione molto dolorosa e sofferta, ma su di me è stato posto un veto”, ha spiegato a Coffee Break su La7. La scelta, comunque, era nell’aria: già nei giorni scorsi infatti Giarrusso aveva preso posizioni pubbliche molto critiche, e aveva accusato il Movimento di averlo letteralmente “silenziato”.

Giarrusso e l’addio al Movimento 5 Stelle

“Ci sono persone pagate dal M5S che chiamano le tv e dicono di non invitare Giarrusso. Persone pagate da me, che dò più di tremila euro alla comunicazione. Non sono io che lascio il M5S, mi hanno portato a questa decisione. Già so la delusione di tantissime persone che mi scrivono e mi chiedono di non mollare. Ma so anche che farò la gioia di tanti che nel movimento mi hanno sempre combattuto”, ha spiegato poi Giarrusso a Coffee Break. L’accusa, quindi, è quella di aver messo un “veto della comunicazione” sulla sua partecipazione nelle trasmissioni televisive. Ma non solo.

L’ex Iena, infatti, motiva l’addio anche per la situazione politica e per la permanenza del Movimento 5 Stelle in un “governo in cui fatico a capire perché dobbiamo starci. Faccio un esempio: noi abbiamo dato vita al superbonus, una misura che ha rivitalizzato l’economia, in Europa lodata da Von Der Leyen, ma Draghi viene a Strasburgo e ne parla malissimo. Come facciamo a non farci rispettare così? Si sta al governo per farsi rispettare, non si può stare al governo per subire passivamente tutto. I provvedimenti presi da questo governo porteranno a migliaia di posti di lavoro persi, a “falliti di Stato”, con imprese al collasso. Perché non ci facciamo rispettare? Non sono io che lascio il M5S, ma è il M5S che ha perso i suoi valori, stando in un governo che non ci rispetta, che ha visto morire i valori del Movimento, Di Battista ha lasciato proprio quando abbiamo deciso di appoggiare Draghi”, ha dichiarato.

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Giarrusso pronto a fondare un nuovo partito

L’ex Iena, tra l’altro, ha sottolineato inoltre di aver cercato più volte un confronto con Conte: “Ho provato a parlarne con Conte, gli ho chiesto un incontro, l’ho chiamato, gli ho scritto, da due mesi. Anche ieri gli ho scritto un messaggio prima di venire qui, ma non ho avuto nessuna risposta”. Tutte queste circostanze, quindi, l’hanno portato a dire addio al Movimento 5 Stelle e a prendere la decisione di fondare un nuovo movimento politico.

“Ne ho già parlato con tante persone, a partire dai fuoriusciti e dagli scontenti del M5S, ma non solo. Dico ai delusi: “Venite, parliamone insieme”. Voglio fondare un movimento politico che faccia sì, finalmente, che Sud e Nord camminino alla stessa velocità”. Tra questi, però, sembra non esserci Di Battista, il numero uno degli insoddisfatti: “No, non ne ho parlato con lui…”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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M5s non vota il decreto Energia, scontro al Cdm: muro contro Draghi | Retroscena https://urbanpost.it/decreto-energia-m5s-non-vota-scontro-cdm-retroscena/ Tue, 03 May 2022 10:00:50 +0000 https://urbanpost.it/?p=769019 Decreto energia, retroscena: scontro tra M5s e Pd, muro contro Draghi. Cosa è successo in riunione, al Cdm.

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Decreto Energia, retroscena – «Siamo un po’ dispiaciuti, ma speriamo non si arrivi a fibrillazioni». Così il presidente del consiglio Mario Draghi in conferenza stampa, commentando la scelta del M5s di esprimere voto contrario al decreto aiuti, motivato dalla contrarietà alle norme che permettono la realizzazione di un termovalorizzatore a Roma. A quanto apprende l’«Adnkronos», si sarebbe consumato però nel corso del Cdm un duro scontro tra il M5S e il Pd. E non solo. Il capodelegazione dei 5 Stelle al governo, Stefano Patuanelli, avrebbe chiesto lo stralcio della norma, non ottenendolo. Da qui la decisione dei pentastellati di non votare il Dl, su indicazione del leader M5s Conte. Non è stata che la scintilla per lo scontro con i dem, che avrebbero chiesto agli ‘alleati’ del fronte progressista di non votare la singola norma, contenuta nell’articolo 13, anziché non votare l’intero provvedimento. Che era poi la stessa richiesta avanzata dal premier Draghi. Un retroscena, come dire, “infuocato”, confermato in parte anche dal «Corriere della Sera».

decreto energia

M5s non vota il decreto Energia, scontro al Cdm: muro contro Draghi | Retroscena

«Non abbiamo votato il decreto aiuti, il M5S non può accettare che la transizione ecologica sia solo declamata sulla carta e poi nei fatti stravolta e annacquata. Tornare indietro di 10 anni e supportare politiche da Medioevo, tornare nuovamente all’età della pietra autorizzando gli inceneritori, addirittura nella Capitale, per noi è totalmente irricevibile», ha spiegato in serata il vice di Conte, Michele Gubitosa. «Il Movimento 5 Stelle si conferma fuori dal mondo. Il no al termovalorizzatore di Roma è una posizione contro l’ambiente, contro il progresso, contro le città pulite e contro i cittadini», il commento a caldo del leader della Lega Matteo Salvini. A quanto apprende sempre l’«Adnkronos», sarebbe stato il premier Mario Draghi a tenere il punto in Cdm. L’ex numero uno della Bce avrebbe respinto la richiesta del Movimento 5 Stelle di scorporare la norma sull’inceneritore a Roma. Il muro contro muro avrebbe portato così ad un no del MoVimento, che ha deliberato di non votare il dl aiuti e energia. Fonti del Pd hanno fornito una versione dettagliata di quanto successo al «Corriere della Sera».

decreto energia

«Questo non è possibile», scintille in riunione

Alla richiesta di Patuanelli di stralciare la norma che consente la costruzione del termovalorizzatore di Roma, Draghi ha replicato: «Questo non è possibile». Parole dette senza alzare il tono della voce, alla sua maniera. Poi al momento di votare il ministro grillino riprendendo la parola ha dichiarato: «Noi non possiamo votare questo provvedimento perché siamo contrari al termovalorizzatore a Roma». Da qui la controproposta del premier: «Questo provvedimento è importante, è fondamentale dare un segnale al Paese in questa fase. Perché non lo votate e mettete agli atti la vostra contrarietà su questo punto specifico?». A supporto del presidente del consiglio si sono spesi due ministri dem: «La politica deve dare un segnale di unità. È in gioco l’interesse del Paese, non ci si può impuntare su un unico passaggio. Dovreste votare», le parole di Franceschini. «Stiamo parlando di un provvedimento che va incontro alle esigenze delle famiglie e dei lavoratori…», la chiosa di Orlando. Patuanelli però non ha voluto sentire ragioni. A nulla sono valse le osservazioni di Forza Italia e la Lega. A quel punto Draghi avrebbe aperto le braccia e chiuso il confronto. Leggi anche l’articolo —> Decreto aiuti approvato in Cdm, Draghi: «Misure pensate per famiglie e imprese»

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Il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento per far abbassare l’Iva sui preservativi https://urbanpost.it/emendamento-preservativi-movimento-5-stelle-iva/ Wed, 01 Dec 2021 12:08:46 +0000 https://urbanpost.it/?p=757116 Il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento al Senato per far abbassare dal 22% al 10% l'Iva imposta sui preservativi.

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Tra le 988 proposte presentate dal Movimento 5 Stelle al Senato, c’è un emendamento che richiede di abbassare l’Iva sui preservativi femminili e maschili. Solamente Forza Italia è riuscita a proporre più emendamenti dei grillini. In realtà, è tutto normale: ogni anno insieme alla Legge di Bilancio arriva una cascata di emendamenti che vanno a toccare i temi più disparati. Quest’anno, appunto, anche il prezzo dell’Iva sui profilattici, al momento fissata al 22%.

emendamento preservativi

Movimento 5 Stelle presenta emendamento sul prezzo dei preservativi

Il Movimento 5 Stelle, quindi, ha deciso di presentare un emendamento per richiedere di abbassare il prezzo dell’Iva imposta sui preservativi. Il testo porta le firme di Gaspare Antonio Marinello e Vincenzo Santangelo. A dirla tutta, non è la prima volta che un emendamento di questo tipo arriva in Senato: il senatore Marinello, infatti, in passato aveva già tentato di far passare la misura. Inoltre, ha proposto un disegno di legge di cui è primo firmatario proprio su questo tema, ovvero abbassare l’Iva dal 22% al 10%.

Ecco il testo dell’emendamento: “A.S. 2448 EMENDAMENTO Articolo 4 “Art. 4-bis (Aliquota IVA del dieci per cento per i profilattici maschili e femminili) 1. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 114) è aggiunto il seguente: «114-bis) profilattici maschili e femminili».” Conseguentemente, all’articolo 194 sostituire le parole: «600 milioni di euro per l’anno 2022 e 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023» con le seguenti: «575 milioni di euro per l’anno 2022 e 475 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023». Nota: l’emendamento è volto a introdurre la suddetta aliquota IVA agevolata (10 per cento) per i profilattici maschili e femminili. Riprende il ddl riduzione dell’aliquota IVA sui profilattici maschili e femminili per la prevenzione delle malattie e infezioni sessualmente trasmissibili, A.S. 1066 a prima firma Sen. Marinello.” >> Tutte le notizie di UrbanPost

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Berlusconi al Quirinale: Conte si mette per traverso e apre a Draghi, ma è rischio schianto https://urbanpost.it/berlusconi-quirinale-conte-guastafeste-draghi/ Mon, 01 Nov 2021 14:35:40 +0000 https://urbanpost.it/?p=753715 Berlusconi sogna il Quirinale, ma Conte si mette per traverso e tira fuori il nome di Draghi per il Colle. Strategia la sua insidiosa: retroscena.

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Una credibilità quella di Mario Draghi costruita negli anni, messa in cassaforte quand’era dirigente della Banca centrale Europea. E lo si è visto chiaramente al G20 di Roma appena concluso: il presidente del Consiglio da abile «tessitore» (come lo ha definito Tommaso Ciriaco su «Repubblica») è riuscito a portare a casa la «vittoria del multilateralismo». E non era affatto scontato: Draghi, che gode di una stima internazionale invidiabile, ha saputo far dialogare sul clima Cina e Stati Uniti, coinvolgendo anche India e Russia. «È un successo nel senso che manteniamo vivi i nostri sogni. Ora dipenderà tutto dalle nostre azioni», le parole del presidente del consiglio alla conferenza stampa finale. E mentre si aprono i lavori della CoP26 a Glasgow, con Draghi volato da Boris Johnson, in Italia si ragiona su un’altra “calda” partita. Sul fronte interno. La nomina al Colle, il post Sergio Mattarella. Quella che sembrava una fioca voce, nelle ultime settimane, è diventata sempre più forte: Silvio Berlusconi al Quirinale. C’è però chi non ha esitato nel week end a «guastare» la festa al leader di Forza Italia: da Romano Prodi a Giuseppe Conte. Quest’ultimo, per sbarrare la strada al centrodestra e risollevare le sorti del M5s, avrebbe messo a punto una strategia inattesa, ma non priva di rischi.

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conte draghi

Berlusconi al Quirinale: Conte si mette per traverso e apre a Draghi, ma è rischio schianto

Per l’elezione a presidente della Repubblica «io non avrei i voti neanche a pensarci. Berlusconi pensa di averli… Io l’anno prossimo ho 83 anni, più sette fa 90, mi sembra un attentato alla Provvidenza. Lui ne ha molti di più, si vede che ha una Provvidenza diversa». A dirlo Romano Prodi, ospite al programma «Che tempo che fa» su Rai3. La sfida con il cavaliere per il Quirinale Prodi non se la augura «neanche per sogno». Sul voto per il Ddl Zan Berlusconi «si è appiattito. In questa fase storica non può fare altro… Se vuole andare al Quirinale, bisogna pure che parta da una base condivisa. Non si può permettere di litigare con Fdi e con la Lega. Il suo comportamento è razionale», le parole del fondatore dell’Ulivo. L’ex premier non ha risparmiato una stoccata anche al leader del Pd Enrico Letta: «Se uno vuole riformare quei piccoli aspetti della legge su cui si discuteva, bisognava andare caso per caso e si trova l’accordo». Prodi ha tuonato: «La tagliola? Col voto segreto si voleva creare ‘l’incidente’ e l’incidente c’è stato». 

Berlusconi Quirinale

Esecutivo di transizione guidato da Daniele Franco, strada percorribile? Il piano del leader del M5s

Sulla possibilità di Berlusconi al Quirinale si espresso anche il capo del M5s Giuseppe Conte, che stroncando le aspirazioni del Cavaliere, ha aperto all’attuale premier. Una mossa a sorpresa? «È prematuro, ma non possiamo escludere Draghi al Colle, quindi lavoreremo per trovare il candidato migliore e lui rientra in questa descrizione», ha detto Conte. Questi è tornato all’idea originaria, quella auspicata all’indomani delle amministrative addirittura da Giorgia Meloni di Fratelli di Italia. A differenza di quest’ultima però Conte non vorrebbe il voto anticipato, tant’è che nel caso di passaggio di Draghi al Colle potrebbe andar bene, secondo lui, anche un esecutivo di transizione guidato da Daniele Franco, il quale dovrebbe “vigilare” sulla spesa dei fondi del Recovery fino alla scadenza naturale della legislatura. «Dobbiamo spingere al 6% di Pil, dobbiamo continuare ad attuare il Pnrr e l’avvio iniziale è fondamentale: in tutto questo, pensare di eleggere un presidente e un attimo dopo andare a votare, chiunque sia, non è nell’ordine delle cose», ha spiegato l’ex presidente del consiglio. Ed è quello di Conte un ragionamento che pare tenere conto delle recenti dichiarazioni di Pierluigi Bersani, che ha commentato così la tagliola sul Ddl Zan: «Temo che quella di Palazzo Madama sia una prova generale per il quarto scrutinio per il Quirinale». Una considerazione amara che trae frutto da un’esperienza diretta: nel 2013 infatti i franchi tiratori stroncarono le aspirazioni di Prodi di andare al Colle.

conte draghi

Conte spinge per Draghi al Colle: la strategia insidiosa per contenere il centrodestra

Anche se al momento nel Pd la candidatura di Draghi al Colle non appare tra le priorità. «Non è nell’interesse dell’Italia», ha dichiarato Enrico Letta. Probabilmente perché i dem hanno altre carte da giocare: dal ministro della Cultura Dario Franceschini (con cui l’ex dirigente della Bce ha avuto più di qualche scontro) a Paolo Gentiloni, che è Commissario europeo per gli affari economici e monetari nel team von der Leyen. Ed è una tesi questa che troverebbe conferma in un’indiscrezione che arriva diritta dalla Lega: «Al momento l’elezione di Draghi al Quirinale ha più oppositori che fautori. Soprattutto a sinistra», la frase rubata di Giancarlo Giorgetti ad un amico.

conte draghi Quirinale

Berlusconi al Colle dopo Mattarella: sogno o realtà?

Ma lo scenario auspicato da Giuseppe Conte, che è stato defenestrato dallo stesso Mario Draghi, potrebbe non essere così fuori dalla realtà. Per contenere il centrodestra il capo del M5s avrebbe aperto all’ex numero uno dell’Eurotower, che non sarebbe così “atermico” sull’argomento. Giuseppe Pipitone su «Il Fatto Quotidiano» scrive: “L’elezione di Draghi sarebbe ‘l’operazione Carlo Azeglio’. Che dal punto di vista di Conte avrebbe un triplice vantaggio: far uscire l’asse tra dem e 5 stelle dall’impasse di una partita che oggi appare persa, sbarrare la strada a Berlusconi, trasformare i voti dei renziani da fondamentali a inutili”. Perché un fatto solo è certo i 43 voti che ha Italia viva si riveleranno fondamentali per scegliere il nuovo presidente della Repubblica. E potrebbe mai Matteo Renzi chiudere le porte del Quirinale a Mario Draghi?

draghi g20 roma

Berlusconi o Draghi al Quirinale? Decisiva Italia Viva

Chiaro, Conte vuole muoversi con largo anticipo, bruciando tutti sui tempi. Come dicevamo però è una strada tutt’altro che in discesa. Domenico Di Sanzo su «Il Giornale» spiega che nel MoVimento tira una ‘brutta’ aria: “Nei gruppi del M5s l’atmosfera è bollente. Quaranta-50 deputati e senatori vogliono lasciare il vascello contiano. Ma non prima dello showdown del Quirinale. Stufi di essere trattati come “pigiabottoni'”. Proprio questi grillini scontenti potrebbero tradire la linea tracciata dalla guida Giuseppe Conte. Sempre, beninteso, che Draghi voglia lasciare Palazzo Chigi. Leggi anche l’articolo —> G20 Roma, Draghi: «Abbiamo riempito di sostanza le parole»

conte draghi Quirinale

 

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Perilli (M5S): “Raggi penalizzata da campagne mediatiche. Alleanza col PD? Prima sistemiamo in casa” https://urbanpost.it/m5s-virginia-raggi-perilli/ Wed, 06 Oct 2021 13:27:19 +0000 https://urbanpost.it/?p=750928 Gianluca Perilli, senatore del M5S, è intervenuto ai microfoni di "Radio Cusano Campus" per commentare le elezioni amministrative a Roma e le scelte del Movimento sulle alleanze.

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M5S Virginia Raggi “penalizzata da campagne mediatiche. Alleanza col PD? Sistemiamo prima l’organizzazione in casa nostra poi guarderemo eventualmente alle alleanze”. Gianluca Perilli, senatore del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. (Continua a leggere dopo la foto)

M5S Virginia Raggi

M5S Virginia Raggi, il senatore Perilli: “Penalizzata da campagne mediatiche”

Sulle elezioni a Roma. “Al di là degli errori che si possono commettere, molto ha influito la campagna mediatica contro Virginia Raggi –ha affermato Perilli-. La sindaca è stata giudicata incompetente, fragile ancora prima di iniziare la sua esperienza. E’ stata data un’immagine sempre più negativa nei confronti della sindaca ed è un fatto che di alcuni sindaci del passato non si sapeva neanche dove abitassero, della Raggi invece è sempre stato dato un resoconto invasivo anche a livello personale”.

“Alleanza col PD? Prima sistemiamo in casa”

Sull’alleanza col PD. “Può essere possibile in alcuni luoghi rispetto ad altri. Adesso però il Movimento deve rinsaldare le proprie radici e il proprio percorso cercando di maturare sul locale dove può far meglio. E’ un percorso di organizzazione e struttura. Guarderei prima in casa, al nostro modo di presentarci ai nostri elettori e poi eventualmente alle altre forze politiche. Napoli dà un segnale importante, però lì c’erano le condizioni, su Roma pesa particolarmente la storia dei partiti che adesso si presentano vestiti di nuovo. Mi sorprende che non sia bastato l’enorme sforzo di una persona pulita come Virginia Raggi, perchè alla fine questo sistema l’ha dipinta come una persona inaffidabile. Mi sembra un ritorno al passato irragionevole”.

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Elezioni amare per il M5s, messaggi roventi contro Grillo &Co: “Dimissioni…” | Retroscena https://urbanpost.it/m5s-elezioni-amare-retroscena-chat-dimissioni/ Tue, 05 Oct 2021 11:46:19 +0000 https://urbanpost.it/?p=750730 M5s elezioni amare, retroscena – Cala il sipario su Virginia Raggi, che si prepara a salutare il Campidoglio. Non solo...

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M5s elezioni amare, retroscena – Martedì 5 ottobre 2021. Cala il sipario su Virginia Raggi, che si prepara a salutare il Campidoglio. Tanti la ricorderanno cinque anni fa al balcone in lacrime per il risultato ottenuto. La sindaca uscente il 5 giugno del 2016, al primo turno delle amministrative aveva ricevuto il 35,25%. Risultava, allora, il candidato maggiormente votato. Al successivo ballottaggio, quello del 19 giugno, la vittoria con il 67,15%. Momenti indelebili per i pentastellati, quanto irripetibili. Sarà forse per quei numeri eccezionali che la sconfitta oggi è ancora più pesante: la Raggi è arrivata quarta nelle preferenze col 19,15%. A nulla è servita la campagna di persuasione del leader del M5s Giuseppe Conte (che in cuor suo si rallegrerà però dell’ex ministro dell’Economia Gualtieri al ballottaggio con il rivale del centrodestra Michetti). Tanta amarezza anche da parte di Beppe Grillo, che ha pubblicato una vecchia foto che lo vede seduto al tavolino con un’altra figura chiave del MoVimento Gianroberto Casaleggio. Lo scatto corredato da una frase criptica ha indignato alcuni ex simpatizzanti, che si sono sentiti traditi. Non solo…

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m5s retroscena

Elezioni amare per il M5s, chat roventi contro Grillo &Co: “Dimissioni, vai a fare in c…” | Retroscena

Roma dice addio a Virginia Raggi; è finita l’«era del cinghiale», ironizza qualcuno sul web. La sindaca della Capitale, che durante il suo mandato si è distinta più volte per gaffe memorabili, come quella della «cupola del Colosseo», che vince su tutte, è risultata il candidato meno votato; segno che i cittadini dell’Urbe non hanno gradito affatto il modo in cui è stata gestita la città negli ultimi anni. Le è bruciato come risultato, senza dubbio. In conferenza stampa, subito dopo la sconfitta, Virginia Raggi è apparsa stizzita con i giornalisti.

A gettare benzina sul fuoco il New York Times che scrive: “Gli elettori hanno clamorosamente bocciato”. Il noto giornale americano sottolinea che l’esponente del M5S, “salita al potere cinque anni fa promettendo un cambiamento, non è stata in grado di arginare il degrado dei servizi e della qualità della vita, che sono diventati un segno distintivo della capitale”. Nulla è perduto per la pentastellata però, Grillo, al telefono, dopo il comizio finale l’aveva rassicurata, dicendo: “In qualsiasi modo possano andare questa elezioni, anche se non sarai di nuovo sindaca, rimarrai nel Movimento, perché sei stata proposta ed eletta come garante”.

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Cosa è rimasto del MoVimento 5 stelle?

La verità però è che tutto il M5s è in crisi: le elezioni amministrative hanno fatto emergere quella che si può definire la disfatta del populismo, ma anche la deriva dei sovranisti. Il dato allarmante dell’assenteismo alle urne dovrà far riflettere tutti, ma in primis i grillini, che hanno visto sfumare nel tempo la loro leadership guadagnata in poco tempo a colpi di like e clic. Di fatto sono diventati un’altra cosa: che è rimasto del Vaffa Day? Prendiamo l’elettore medio, quello che ha votato per loro e si è ritrovato al potere Mario Draghi. L’ex numero uno della Bce che Grillo chiamava «vampiro», addirittura, servo dei poteri forti e della finanza. Sembra sul serio sia passata una vita.

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M5s elezioni, Conte: «È il tempo della semina». Grillo sui social: «Dobbiamo fare il necessario»

I delusi dal M5s però non hanno dimenticato e qualcuno fa fatica a riconoscersi nel nuovo corso iniziato dall’ex Giuseppe Conte. «È il tempo della semina», ha detto il nuovo leader festeggiando a Napoli la vittoria di Manfredi, che sancisce un primo esperimento della coalizione giallorossa. Il malcontento dei grillini si è riversato tutto in basso alla foto di Grillo postata nella giornata di ieri. “12 anni fa abbiamo fatto l’impossibile. Ora dobbiamo fare il necessario!”, la didascalia in calce. Un commento lapidario, che la dice lunga sull’aria che tira nel MoVimento. Un compleanno amarissimo per Grillo. Tanti gli attacchi da ogni dove: «Avete rovinato la politica… avete inquinato l’aria con le vostre fake news e la vostra propaganda tossica… spero vivamente che la gente lo comprenda presto! Disgustosi!», il pensiero duro di un utente. «12 anni fa eravate una meravigliosa idea …Oggi siete una avvilente realtà», un altro affondo.

E ancora: “Dodici anni per cambiarlo, ma in due anni avete distrutto tutti i vostri principi. Peccato avervi votato qualche anno fa”, “Pena e compassione… Siete ladri di sogni! Mai più”, “La cosa da non fare? Era appoggiare Draghi”. Tra gli attacchi anche quello di Marì Muscarà, consigliera comunale di Napoli fuoriuscita dal Movimento, che non le ha mandate a dire al garante rispolverando un vecchio cavallo di battaglia: “Vai a fare in c…”. Un commento al veleno condiviso in queste ora anche su «Il Giornale», che rimarca il caos nel MoVimento.

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M5s, elezioni deludenti: pesante sconfitta per il populismo

È una debacle, una disfatta cocente. Il M5S non è arrivato al ballottaggio nemmeno nelle due città che amministrava, ossia Roma e Torino. Effetto Draghi dunque? Il presidente del Consiglio ha messo fuori un po’ tutti i partiti da che è a Palazzo Chigi. Mentre Lega, FdI, M5s e compagnia bella discutono su beghe interne, il governo va avanti con le riforme. Non si tratta solo di questo però: ad aver inciso, senza dubbio, negativamente su populisti e sovranisti anche l’emergenza Covid e la mala gestio della pandemia. Leggi anche l’articolo —> Elezioni Amministrative 2021, i risultati definitivi: centrosinistra vince a Milano, Napoli, Bologna

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“Giusé girati…”, signora interrompe in Calabria il comizio di Conte [VIDEO] https://urbanpost.it/giuseppe-girati-video-signora-conte/ Wed, 22 Sep 2021 13:37:36 +0000 https://urbanpost.it/?p=748950 "Giuseppe girati...". È già un tormentone il video pubblicato su "Trash Italiano" con protagonista l'ex premier Conte.

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“Giuseppe girati…”. È già un tormentone il video pubblicato su “Trash Italiano” con protagonista l’ex premier Conte. Chissà per quanti giorni ne sentiremo parlare. Il “professore prestato alla politica” continua a “mietere vittime”, a fare la parte del rubacuori. Il leader del M5s, impegnato nella campagna elettorale, in vista delle prossime amministrative, ha ricevuto da una sua fedelissima enormi complimenti nel bel mezzo del comizio a Corigliano-Rossano, alle porte di Cosenza.

leggi anche l’articolo —> “Quarta Repubblica”, Conte fa una confessione privatissima: «In famiglia erano tutti contenti»

Giuseppe girati

“Giusé girati…”, signora interrompe in Calabria il comizio di Conte [VIDEO]

“Giusè girati”, ha gridato una delle tante “bimbe di Conte” nel tentativo di attirare l’attenzione dell’ex presidente del Consiglio che stava tenendo un discorso a Corigliano-Rossano. “Quanto sei bono”, ha aggiunto poi la groupie del leader del M5s, che ha mandato qualche bacio al suo beniamino. «Come vorrei essere al posto della tua fidanzata», in riferimento ad Olivia Paladino. Dettagli da “Grande Fratello”, più che da comizio elettorale. Tra l’imbarazzo generale e qualche risata è partito anche un timido applauso. L’ex premier sorridente ha salutato l’ammiratrice, che, possiamo dirlo, ha fatto in pubblico una vera e propria dichiarazione d’amore. Il video, ripreso integralmente dal candidato pentastellato Davide Tavernise, ha fatto subito il giro dei principali social.

Giuseppe girati

«La signora è tutti noi comunque», i commenti in basso al post di “Trash Italiano”

Tanti i complimenti per l’ex premier: «Conosco storie d’amore iniziate così…», l’osservazione di un utente; «La signora è tutti noi comunque», ha aggiunto una ammiratrice; «Ecco la definizione di ‘bimba più o meno’ di Conte», ha chiosato un’altra. E ancora: «Come darle torto? Mi sto sentendo male», «Questa signora è la voce del popolo», «Giuseppe Conte come Gabriel Garko», «Mia mamma durante la recita in seconda elementare», «Peppino e il suo charme», «Restiamo lontani oggi per abbracciarci più forte domani. Peppì, ti tocca». Per la serie: “‘Sta casa aspetta a te”. Qualcuno però non ha gradito il siparietto o comunque ha colto poco il tono goliardico della scenetta in Calabria: “Ci facciamo sempre riconoscere”, il commento poco lusinghiero di un signore. Chissà cosa avrà pensato il leader del M5s, magari avrebbe preferito sentirsi dire di più “quanto sei bravo”? Un fatto è certo: le frasi urlate della signora avranno fatto da balsamo per la sua vanità. Leggi anche l’articolo —> Giuseppe Conte contestato a Desio, valanga di insulti all’ex premier: “Sei un assassino”

 

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Virginia Raggi, gli altri candidati? “Tutti espressione del potere che ha rovinato questo paese” https://urbanpost.it/virginia-raggi-intervista-radio-rock/ Wed, 15 Sep 2021 12:44:33 +0000 https://urbanpost.it/?p=747956 La sindaca uscente di Roma ha toccato diversi temi durante un'intervista a "Radio Rock" ma su tutti spiccano quello delle municipalizzate, Casapound e, naturalmente, le imminenti elezioni amministrative

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L’emittente romana Radio Rock 106.6 prosegue la sua maratona politica, coinvolgendo durante le sue dirette i candidati sindaco alle elezioni amministrative del prossimo 3 e 4 ottobre 2021. Così, dopo Carlo Calenda e Roberto Gualtieri a rispondere alle domande di Emilio Pappagallo, Emiliano Rubbi e Boris Sollazzo nel corso del format “The Rock Show” è stata la sindaca uscente Virginia Raggi. (Continua a leggere dopo la foto)

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Virginia Raggi sulle municipalizzate: “Ama aveva bilanci falsi, Atac era un fallimento”

La sindaca uscente di Roma ha toccato diversi temi durante l’intervista ma su tutti spiccano quello delle municipalizzate, Casapound e, naturalmente, le imminenti elezioni amministrative nella capitale.

Sulle municipalizzate Virginia Raggi non ha utilizzato giri di parole. “Atac l’abbiamo ereditata che era un fallimento controllato, con tanto di tentativo referendario per sancirlo definitivamente. Ben 1,3 miliardi di passivo, non si sa fatto per cosa, ha impedito un’operatività degna di questo nome. E nonostante questo ho comprato 900 autobus – e nei 10 anni precedenti ne erano stati acquistati un terzo, 300 – abbiamo assunto nuovi autisti invece di fare le parentopoli delle altre amministrazioni”.

“Ama – incalza Raggi – aveva i bilanci solo apparentemente in ordine, poi quando partimmo con il piano industriale scoprimmo che dal 2003 al 2016 erano stati redatti bilanci falsi. E non parliamo solo della giunta Alemanno ma anche delle “fantastiche” amministrazioni Rutelli e Veltroni. Vengo accusata per il turnover dei cda, ma su questo nessuno dice nulla”

Su Casapound invece la sindaca uscente si difende e attacca Mef e Demanio. “Ho fatto di tutto perché fosse sgomberata. Ho anche presentato un progetto che era la sua nemesi perfetta, adibire quello stabile occupato a case popolari facendolo comprare al Comune. Ma la proprietà (Mef e Demanio) per tutti questi anni ha fatto melina, li stanno proteggendo. Io ho fatto tutto quello che era in mio potere, compreso far rimuovere la scritta”

Virginia Raggi sull’eventuale ballottaggio a Roma: i competitor sono “tutti espressione del potere che ha rovinato questo paese”

“Sembra che andrò al ballottaggio con Michetti. Difficile scegliere chi non volere se penso al fatto che sono tutti espressione del potere che ha rovinato questo paese e due dei candidati sono stati ministri di un governo che lo ha piegato ancora di più. Umanamente però mi è simpatico Carlo Calenda, dice cose così irreali che almeno mi diverte. Gli altri due mi annoiano”

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