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Taleggio: l’alleato buono contro il diabete

Oltre ad appartenere alla succulenta lista dei 49 formaggi italiani a marchio dop, il Taleggio è il protagonista di un interessante studio sul diabete svolto dal Diabetes Center della Lund University di Malmö e i cui sorprendenti risultati sono stati presentati in occasione del 50esimo anniversario del meeting annuale dell’Easd (European Association for the Study of Diabetes), tenutosi a Vienna lo scorso Settembre. Ulrika Ericson ha dimostrato insieme al suo team quanto i formaggi grassi, come il Taleggio e il Mascarpone, rappresentino la cerniera che unisce gusto e salute.

Taleggio – la prevenzione sulle nostre tavole

Dall’analisi delle abitudini alimentari e dello stile di vita di un campione di quasi 27 mila persone, con un’età compresa tra i 45 e i 73 anni, è emerso che i grassi alimentari derivanti dai prodotti lattiero-caseari come il Taleggio e il Mascarpone, controllando i processi di trasformazione del glucosio e la sensibilità insulinica, determinerebbero nei soggetti che li assumono di frequente, una riduzione del 23% del rischio di contrarre diabete di tipo 2 rispetto a coloro che invece hanno eliminato i derivati del latte dalla propria dieta. I formaggi grassi riabilitati, quindi, a importanti strumenti di prevenzione e protezione da portare sulle nostre tavole.

Mangiar bene, Viver sano

A tal fine è fondamentale il ruolo di educazione alimentare svolto dalle associazioni di settore, prima tra tutti, l’associazione Alti Formaggi. Nata nel 2009, questa Associazione svolge, attraverso numerose iniziative come la “Scuola di Cucina” e progetti ludico-didattici come “Mr. Cheese”, un’importante azione di informazione sulle proprietà e i valori nutrizionali dei formaggi, soprattutto tra i più giovani, al fine di formare scelte alimentari consapevoli, sane e complete sin da piccoli basate su prodotti di qualità. Anche i Consorzi dei più celebri e pregiati formaggi lombardi, come il Consorzio di Tutela Taleggio, per ritornare al protagonista di questa importante scoperta della Lund University, svolgono un ruolo cruciale nella divulgazione di una cultura del mangiar bene. Attraverso il prezioso supporto dei produttori e stagionatori ad esso aderenti, tra cui le più note aziende dell’industria casearia italiana come Invernizzi, Galbani, Cademartori (visita il sito), e ai loro investimenti in comunicazione e pubblicità, il Consorzio di tutela si pone quell’importante obiettivo di garantire la qualità del prodotto che da monte scende a valle della filiera, giungendo sulle tavole di oggi e di domani, perché la salute, si sa, vien mangiando.

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