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Tampon Tax: cosa succede dopo bocciatura emendamento Boldrini

L’argomento della Tampon Tax in Italia è sempre più ostico. Proprio in queste ore è stato bocciato l’emendamento sulla riduzioni dell’iva dei prodotti mestruali proposto da Laura Boldrini perché dichiarato inammissibile. Un’altra brusca battuta d’arresto per la riduzione della Tampon Tax, la tassa che equipara di fatto assorbenti esterni, tamponi interni, coppe e spugne mestruali a beni per i quali è prevista l’aliquota ordinaria del 22%, il massimo contemplato dal sistema fiscale italiano.

tampon tax bocciata

Tampon Tax: emendamento bocciato

In poche parole in Italia gli assorbenti, le coppette mestruali e tutti i prodotti di questo tipo, non sono considerati beni di prima necessità e per questo è prevista una tassatura molto alta, anzi la più alta. Mentre altri paesi, come Francia, Spagna, Olanda, hanno deciso di non applicare una sovrattassa a prodotti di questo tipo, l’Italia rimane in dietro. Il testo dell’emendamento bocciato in Commissione Finanze prevedeva di portare l’aliquota dei prodotti di igiene femminile al 10%, e dunque nella stessa categoria di birra, biscotti, caffè e cioccolato. Non sono dello stesso parere le attiviste che propongono di portare l’aliquota al 4%, la stessa fascia in cui rientrano i rasoi da barba.

Un dettaglio che ha fatto molto discutere è che da gennaio di quest’anno ai tartufi freschi è applicata la tassazione del 5%. Sembra assurdo che sia considerato bene di prima necessita un tartufo e non i prodotti per l’igiene femminile. Secondo i dati presentati nel 2018 alla Camera dei Deputati  ogni donna nel corso della sua vita fertile deve affrontare 456 cicli mestruali, in tutto 2.280 giorni, che sommati fanno oltre 6 anni di vita. Per l’acquisto dei soli assorbenti, ogni donna spende dunque 1.700 euro, cui andrebbero aggiunti altri 15mila euro di medicinali e anticoncezionali. Una spesa enorme, affrontata da circa metà della popolazione. Ma soprattutto non eludibile.

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La battaglia a riguardo

La sconfitta della Tampon Tax in Italia sembra ancora un’utopia. Probabilmente i politici non sono davvero interessati a ridurre l’iva visto l’ingente guadagno che deriva da questo tipo di prodotto. Forse chi è contro la diminuzione dell’aliquoto sui prodotti femminili, dovrebbe immaginarsi un mondo in cui migliaia di donne vanno in giro senza assorbenti. Non sarebbe altrettanto bello vederle sanguinare in giro per la città. Sono in corso tante battaglie a riguardo per rendere gli assorbenti di libero accesso anche per detenute e nulla tenenti. Si tratta di un bene di prima necessità ed è assurdo che abbia dei costi così elevati.

L’Italia con la sua aliquota al 22% occupa la 23esima posizione tra i 28 stati appartenenti all’Unione Europea, facendo meglio solo di Finlandia (dove la tassazione è al 24%), Svezia, Croazia, Danimarca (25%) e Ungheria (27%).

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