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Tanina uccisa e seviziata dal personal trainer, Andrea De Filippis: parole da brividi in aula

Omicidio Tanina Momilia: a processo il suo killer reo confesso. Andrea De Filippis, personal trainer della vittima e suo presunto amante, ieri in aula ha rilasciato dichiarazioni spontanee a dir poco agghiaccianti: “La mia mano armata dal diavolo”.

Tanina uccisa e seviziata dal personal trainer: il killer parla in aula

Ieri 16 luglio ha avuto luogo presso il tribunale di Civitavecchia l’udienza preliminare del processo a carico di Andrea De Filippis, accusato di aver ucciso e occultato il corpo di Tanina Momilia a Fiumicino il 7 ottobre 2018. Le accuse nei suoi confronti sono veri e propri macigni: omicidio volontario con le aggravanti dei futili motivi, occultamento di cadavere, crudeltà e sevizie. Tanina era scomparsa da casa domenica 7 ottobre. Il corpo fu trovato in un canale il giorno dopo. Da subito le indagini puntarono sul personal trainer della donna e, dopo il rinvenimento di alcune tracce ematiche della vittima sul pavimento della palestra, De Filippis si costituì e confessò il terribile crimine di cui si era macchiato. Ieri in aula l’uomo ha parlato davanti al marito e ai genitori di Tanina: “Chiedo scusa. Quel giorno la mia mano è stata armata dal diavolo”. De Filippis è stato rinviato a giudizio con rito abbreviato, la prima udienza del processo sarà il prossimo 28 gennaio.

Andrea De Filippis: “La mia mano armata dal diavolo”

Da subito le indagini puntarono sul personal trainer della donna, che Tanina aveva incontrato in palestra poco prima di sparire. Dopo diversi sopralluoghi effettuati dai Ris nella palestra frequentata da entrambi, tracce ematiche rinvenute in loco alimentarono i sospetti degli inquirenti. Il reo confesso al magistrato disse: “Ho colpito alla nuca Tanina con un bilanciere da cinque chili, poi l’ho soffocata per ridurle l’agonia e con una corda l’ho trasportata in macchina e gettata nel fosso di via Castagnevizza, dopo aver ripulito la palestra e dopo aver messo in testa a Tanina dei sacchetti di plastica per non far gocciolare il sangue”. Ieri i aula ha chiesto scusa ai familiari di Tanina, moglie e madre di due bambini.

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