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Tarak, scafista egiziano in carcere per la settima volta in 7 anni: “Sono tranquillo, uscirò presto”

Il dramma dell’immigrazione sulle coste orientali della Sicilia, che da anni vede protagonisti, loro malgrado, migliaia di profughi clandestini provenienti dalle coste dell’Africa in fuga dalla loro drammatica realtà, ruota attorno alla figura degli scafisti, responsabili della morte di tanti immigrati diretti verso l’Italia. Una tragedia che si consuma quotidianamente, e chiama in causa la responsabilità dell’Italia e dell’Europa, sollevando la questione della mancanza di norme che sottopongano gli scafisti alle medesime sanzioni cui è destinato chi commette il reato di procurata strage.sbarco clandestini in Sicilia

La storia di Honeim Tarak è emblematica di questa situazione ormai incontenibile. Scafista egiziano 28enne, è stato arrestato 7 volte in 7 anni. L’ultimo arresto qualche giorno fa, dopo essere stato identificato cinque volte a Lampedusa, arrestato a Siracusa e nuovamente bloccato a Pozzallo, dopo aver portato in Sicilia 200 migranti siriani. Ma lui, temerario ed imperterrito, dal penitenziario di Ragusa, dove è rinchiuso, si mostra sereno, e con espressione quasi sorridente dichiara: “Sono tranquillo, la mia denzione non durerà, uscirò presto”. Tarak sostiene di essere vittima di una congiura, perché totalmente estraneo alle accuse che gli vengono mosse dalla polizia e dai migranti che lo indicano come colui che li ha guidati nella traversata verso l’Italia.

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