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Tari 2017 rimborso: come richiederlo? Ecco cosa fare (GUIDA)

Tari 2017 rimborso, come ottenere la restituzione dei surplus dati in bolletta negli ultimi cinque anni? Diversi Comuni avrebbero sbagliato il calcolo della cosiddetta Tassa Rifiuti: un errore nel computo della quota variabile del tributo che ha fatto lievitare a dismisura il prelievo, a spese di milioni di famiglie. Anche fino al doppio del dovuto. A svelare la grave irregolarità è il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, nel corso di un question time a Montecitorio. Ma a due mesi dalla scoperta dei calcoli errati da parte di oltre 800 amministrazioni locali, non c’è, infatti, una soluzione per dare il via ai risarcimenti. A denunciare il ritardo e l’incertezza sul da farsi è l’Aduc, una delle associazioni di consumatori che assiste migliaia di cittadini alla ricerca della Tari perduta.

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Tari 2017 rimborso: come richiederla?

Come richiedere il rimborso della Tari 2017? Ecco cosa è previsto dal Fisco: “Il contribuente che ritenga di aver indebitamente pagato un quantum di imposta superiore a quanto dovuto, potrà richiedere il rimborso, presentando istanza di rimborso ex. art 38 D.P.R. n. 602/1973.”

Attenzione perché l’istanza di rimborso potrà riguardare solo la TARI pagata a partire dal 2014 e che il termine per presentare l’istanza si prescrive entro 5 anni dal pagamento degli importi non dovuti. Inoltre, la stessa non è soggetta a particolari formalità, come chiarito dal MEF. È tuttavia opportuno che all’interno della stessa siano riportati:

  • i dati sensibili del contribuente (che richiede il rimborso);
  • il periodo per il quale il rimborso è richiesto;
  • il vincolo giuridico che lega il contribuente all’immobile;
  • i dati catastali riferiti all’immobile principale e alle pertinenze ad esso annesse, in relazione alle quali è stata erroneamente applicata la quota variabile della tariffa.
  • L’istanza di rimborso dovrà essere presentata dal contribuente, a mezzo PEC o raccomandata A/R, direttamente alla società privata che, all’epoca in cui risale il tributo oggetto di contestazione gestiva l’entrata; nell’eventualità (probabile) in cui la suddetta società non esiste più, l’istanza dovrà essere proposta (congiuntamente) nei confronti della nuova società di gestione e del Comune.

A seguito di tale procedura, potrà verificarsi che:

  • al contribuente sia riconosciuto il rimborso;
  • al contribuente sia notificato un provvedimento di diniego; in tal caso il contribuente che voglia proseguire per il recupero delle somme non dovute, potrà servirsi dello strumento del ricorso entro 60 giorni dalla notifica del diniego;
  • al contribuente non sia riconosciuto né il rimborso né gli sia comunicato alcun provvedimento di diniego; in tal caso il contribuente potrà procedere giudizialmente per il recupero delle somme, mediante ricorso da presentarsi dopo 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza.

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Tassa Rifiuti gonfiata: cosa è successo?

I contribuenti-vittime si sono così trovati una bolletta in cui, oltre alla quota fissa (legata ai metri quadri della casa), c’è una quota variabile (legata al numero degli abitanti della casa) moltiplicata tante volte quante sono le pertinenze. Ad esempio: chi ha una casa con 125 metri quadrati complessivi, di cui 100 di casa, 15 di garage e 10 di cantina ha pagato la quota variabile non una (come dovrebbe essere) ma tre volte. Il risultato? Bolletta quasi raddoppiata.

Tassa Rifiuti rimborso: come funziona?

Consumatori sul piede di guerra per ottenere il rimborso della Tassa Rifiuti. I contribuenti, infatti, sono subito scesi in campo per rivendicare gli esborsi immotivati: il Movimento difesa del cittadino – che da tempo denunciava irregolarità nell’applicazione del tributo – ha deciso di lanciare attraverso i suoi sportelli territoriali la campagna ‘SOS Tari’ per chiedere ai Comuni di indennizzare i contribuenti per le somme illegittimamente versate. Per aderire basta inviare una mail alle sedi locali: l’associazione si occuperà di verificare gli avvisi di pagamento e inviare l’istanza di rimborso al municipio competente.

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