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Tassista violentata a Roma, parla il fratello: “Siamo sconvolti, aiutateci a dimenticare”

È caccia all’uomo a Roma: non è ancora stato identificato l’aggressore della tassista di 43 anni che nella prima mattina di venerdì 8 maggio è stata stuprata, picchiata e derubata di 70 euro da un tizio sulla trentina che, salito sul suo taxi “Aquila 9” nei pressi dell’hotel Ergife sulla via Aurelia, l’ha costretta ad appartarsi in una strada di campagna per abusare di lei.

La vittima è sconvolta, è riuscita a raccontare tutto alla polizia ma è ancora sotto shock. “È una storia bruttissima, siamo sconvolti. Quello che è successo a mia sorella è davvero troppo grave, non può e non deve più succedere. Adesso vogliamo solo proteggerla e aiutarla a dimenticare”, così suo fratello, anch’egli tassista, nel commentare l’accaduto che ha sconvolto la sua famiglia.

“Mi sembrava un tipo tranquillo… Magro, bassino, capelli corti e scuri, occhi piccoli e labbra sottili, tra i 25 e i 30 anni, indossava una camicia jeans pantaloni scuri e scarpe da ginnastica” – così la donna nel descrivere il suo aguzzino agli inquirenti – “Aveva anche un trolley, tutta l’apparenza di un viaggiatore”. È sulla base del suo racconto che la questura ha diffuso l’identikit dello stupratore: un uomo italiano, sui 25-30 anni, alto 1 metro e 65/70, corporatura magra, capelli corti e scuri, viso di forma pentagonale, occhi piccoli scuri, sopracciglia sottili, naso e bocca di media grandezza, labbra sottili.

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