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Tentato rapimento nel Ragusano, scarcerato il responsabile: ministro Orlando dispone accertamenti sui pm

È diventato un ‘caso nazionale’ il tentativo di rapimento di una bimba di 5 anni da parte di un 43enne indiano, Ram Lubhaya, che il 16 agosto ha cercato di portar via – riuscendoci per qualche istante – una bambina strappandola ai genitori mentre andavano via dalla spiaggia a Scoglitti, nel Ragusano. L’uomo, che si professa innocente, è stato infatti dapprima posto in stato di fermo, interrogato e, per due volte, rilasciato. Ora è indagato a piede libero ma il provvedimento adottato dai pm ragusani ha scatenato molto scalpore e indignazione da parte dell’opinione pubblica. Tant’è che su Facebook in queste ore sta divampando una feroce polemica, accompagnata dal disappunto dei genitori della bimba coinvolta.

“Questa legge fa vomitare” – ha dichiarato la madre della bambina a News Mediaset – “… mi trovavo sul lungomare, a risalire le scale. La bambina era già salita con mio marito. Un’amica mi ha fatto notare che la mia bimba era in braccio a uno straniero che la teneva molto stretta a sé, con il faccino quasi sotto la sua ascella […] Voglio solo dire che io vomito davanti alla legge italiana. Perché ho compreso che è stata applicata proprio la legge nei minimi particolari. Ci è stato detto che non ha concluso il reato: lo dovevamo perdere di vista per poter dire che si stava portando via la nostra bambina. Si è fermato perché noi l’abbiamo fermato”.

A tal proposito il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha chiesto all’ispettorato del Ministero di avviare gli accertamenti preliminari in merito al caso del cittadino indiano autore del presunto tentato rapimento, e di mettere la lente di ingrandimento sull’operato dei pm ragusani. Pronta ed esaustiva la reazione del procuratore di Ragusa: “È una vicenda che abbiamo trattato secondo legge. Per i reati ipotizzati di tentativo di sequestro e sottrazione di minore non è possibile confermare il fermo eseguito dai militari e pertanto non è stata richiesta l’udienza di convalida al gip”. Petralia ha poi aggiunto che il soggetto in questione “non ha precedenti per reati specifici” e che il modus operandi del pm Giulia Bisello “è irreprensibile perché non c’erano spazi giuridici per la custodia cautelare dell’indagato”, anticipando tuttavia l’intenzione di chiedere per il 43enne indiano il giudizio immediato.

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