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Teresa e Trifone, Ruotolo ergastolo anche in Appello: le motivazioni della sentenza aggiungono dettagli terribili

Omicidio Teresa e Trifone, Giosuè Ruotolo killer freddo e determinato, che non ha ucciso solo per paura di vedere sfumata la sua carriera nella Guardia di Finanza, ma anche perché mosso da odio e rancore verso l’allora suo commilitone, Ragone.

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Giosuè Ruotolo killer freddo e determinato aveva più di un movente

Ruotolo, condannato all’ergastolo anche in Appello, avrebbe ucciso Trifone (e con lui l’amata fidanzata, Teresa Costanza, in quanto testimone scomoda) perché temeva per la sua carriera nella Guardia di finanza. Ragone, infatti, aveva minacciato di denunciarlo dopo aver scoperto che era stato lui a inviare messaggi molesti a Teresa attraverso il profilo fake su Facebook, ‘Anonimo Anonimo’, fingendosi un’amante di Trifone al fine di mettere in crisi la loro relazione. Alla luce delle motivazioni della sentenza appena depositate, infatti, la Corte d’assise d’appello ritiene che il movente non sia unico, ma che vada inserito in un’escalation di condotte e un “sentimento preesistente, più profondo e pressante, che aveva a che fare con la sfera affettiva e personale di Ruotolo”. Durante un chiarimento tra i due ex commilitoni, infatti, Trifone aveva picchiato Ruotolo e lo aveva minacciato di denuncia. Da lì in poi avrebbe covato odio profondo per l’ex collega.

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Ruotolo ergastolo anche in Appello: le motivazioni della sentenza aggiungono dettagli terribili

L’ex militare campano, che certamente farà ricorso in Cassazione, è stato riconosciuto quale unico e solo responsabile del duplice delitto consumatosi la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport Crisafulli di Pordenone. Teresa Costanza e Trifone Ragone furono uccisi a colpi di pistola alla testa esplosi a bruciapelo da qualcuno il quale, mentre si trovavano seduti nell’abitacolo dell’auto ed in procinto di andar via dalla palestra, stava in piedi davanti a loro. Per i giudici dell’Appello è chiaro che Ruotolo si trovasse “sul luogo del delitto e proprio all’ora del delitto stesso”. Una presenza che non può essere ritenuta “casuale o occasionale”.

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