in ,

Terra dei fuochi, Gigi D’Alessio: “Il 99% dei nostri terreni è sano e può dare lavoro”

Canto gratis per la mia città perché voglio dare una mano a rilanciare i prodotti della nostra terra: dal caffè, al pane, al grano, alla mozzarella, affinché non si parli soltanto di terra dei fuochi”: queste le parole di Gigi D’Alessio rilasciate in un’intervista a ridosso del concertone del 31 dicembre in Piazza Plebiscito. “Solo l’1 % dei nostri terreni è avvelenato e lo Stato farà le bonifiche che servono: il 99% è sano e può dare lavoro” aveva poi aggiunto. Sulla stessa riga le parole pronunciate direttamente dal palco: “Che questa non sia più la Terra dei fuochi, ma la terra dei suoni, la terra dei cuori” aveva urlato, ricordando come la Regina Elisabetta mangerebbe i prodotti di Caivano che l’avrebbero aiutata “a campare 100 anni”. Il concerto di Capodanno #GigiAndFriends

aveva scalato le vette della classifica dei trend di Twitter e, dopo le parole sulla Terra dei fuochi, il cantante napoletano sta continuando ad animare il dibattito pubblico; contro di lui, come si legge su diariopartenopeo.it, Don Maurizio Patriciello, parroco in prima linea nella lotta ai roghi tossici: “Mentre la regina Elisabetta campa cent’anni, a Caivano il 70 per cento delle 300 persone che muoiono in un anno, muore per cancro. Tra questi, purtroppo, la maggior parte in giovane o giovanissima età. Chi volesse constatare da vicino, compreso Gigi D’Alessio, può farsi una passeggiata nel nostro cimitero e chiedere informazioni al direttore”.

Il problema, infatti, sarebbero proprio i roghi tossici, ai quali D’Alessio non avrebbe neanche accennato, ed è per questo che in molti lo accusano di omertà e disonestà intellettuale: “Alla base dell’ennesimo corto circuito c’è un problema d’informazione indotto dai media con la complicità di alcuni personaggi. In questi mesi, tramite servizi televisivi e giornalistici farciti di sensazionalismo, hanno voluto far credere all’opinione pubblica che la priorità fosse quella dei rifiuti interrati mentre non è esattamente così– scrive sul fattoquotidiano.it Angelo Ferrillo, ideatore e responsabile de laterradeifuochi.it. “Il nostro problema non è certo l’agricoltura. Al contrario– continua Ferrillo- il pericolo vero proviene dall’aria che respiriamo, appestata da migliaia di roghi tossici. Quindi, continuiamo pure a mangiare campano e preoccupiamoci dei roghi. Altrimenti potremo pure mangiare norvegese e bere acqua scandinava, ma continueremo a respirare munnezza!”.

Sempre secondo napolitoday.it farebbero eco al parroco di Caivano e ad Angelo Ferrillo anche la coalizione “Stop Biocidio” e il Coordinamento Comitato Fuochi, per i quali il “2% di terreni a rischio in terra dei fuochi è calcolato con i piedi perché comprende anche le aree urbanizzate e non prende in considerazione i soli terreni”. Sempre secondo queste associazioni, poi, i dati elaborati non sarebbero aggiornati ma vecchi addirittura di 10 anni, oltre a “mancare tutti i siti riconosciuti nel piano bonifiche e che arrivano fino a quasi 2500 discariche legali e illegali”.

Ma Gigi D’Alessio non si scoraggia e affida a Facebook la sua risposta: “[…] la polemica su questo tema per me è incomprensibile. Io mi sono attenuto ai dati ufficiali che mi sono stati riferiti dall’Istituto di Profilassi Nazionale e da una recente sentenza della Cassazione e poi mi sono confrontato con diversi Magistrati campani che danno lustro alla nostra Regione. Non sono un giornalista né un inquirente né tantomeno un amministratore o uno scienziato, faccio il cantante e ho organizzato una festa per la mia città per la mia regione e l’ho fatto per amore e riconoscenza verso la mia terra e verso la sua gente, a cui appartengo. Ho agito da cittadino, da campano, da napoletano e sono orgoglioso di quello che ho fatto e dell’affetto con cui Napoli e i napoletani mi hanno ripagato. […] Nel corso del mio concerto di capodanno ho ribadito che la terra dei fuochi esiste! E non smetterò mai di urlarlo e denunciarlo! Allo stesso modo, non mi stancherò mai di dire che non dobbiamo arrenderci! Tutti insieme abbiamo il dovere di difendere la parte sana senza girare la faccia dall’altra parte!”. Ed il popolo social sembrerebbe gradire, visti gli oltre 12.000 “mi piace” e le oltre 700 condivisioni in poco più di due ore.

Veronica Panarello il padre la difende

Omicidio piccolo Loris, il legale di Veronica Panarello attacca l’accusa

pilota giordano

l’Isis ha ucciso il pilota giordano catturato i Siria