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Terra dei fuochi, lettera a Napolitano: “Presidè, noi vogliamo solo vivere”

Una situazione oramai insostenibile da cui però non si può fuggire: è questo che vivono ogni giorno i cittadini che abitano nella Terra dei fuochi. Così, una giovane donna della provincia di Napoli ha inviato una lettera a Giorgio Napolitano per descrivere la situazione in cui versa il paese in cui vive. Un vero e proprio appello al Capo dello Stato affinché qualcuno faccia qualcosa, visto che chi abita nella Terra dei fuochi si sente solo e abbandonato al proprio destino. Di seguito, la lettera integrale indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e pubblicata da Il Mattino.

 

Egregio Presidente Napolitano, sono una giovane donna della provincia di Napoli che alle 6.00 del mattino si ritrova già a respirare l’odore nauseante dei roghi tossici. Sa, io credo che chi mette in pericolo la salute e la vita stessa di un’intera comunità, di interi paesi, di intere città debba essere arrestato per tentato omicidio plurimo. Sì, Presidente. Ci stanno ammazzando tutti, lentamente e intenzionalmente. Siamo morti che camminano, siamo gente che appena sente la frase:”Sai chi ha il tumore?” rabbrividisce, perché sappiamo che da questo male raramente si esce vittoriosi e che prima o poi capiterà a chi amiamo o a noi stessi, si, perché nessuno di noi si ritiene così fortunato da scampare a tale male perché si tratta solo di fortuna se non lo conosci: IL MOSTRO. La cosa triste sa qual è Presidente? É che noi siamo soli, soli a combattere contro chi ci vuole ammazzare, camminiamo per strada attenti ai mucchi di rifiuti, quasi facciamo la guardia per paura che venga incendiato. Denunciamo e cerchiamo di fare il nostro dovere ogni santo giorno, perché questo avviene proprio ogni giorno, ma vede, noi siamo così piccoli e impotenti difronte a questi eventi che abbiamo necessariamente bisogno dello STATO per poterne uscire. Lei lo sa, è napoletano come noi, noi raramente chiediamo aiuto, siamo un popolo di grandi potenzialità, di grande volontà e inventiva ma su questo neo possiamo poco da soli, abbiamo bisogno di un PADRE, e in questo caso lo stato deve aiutarci. Lo sappiamo, lo abbiamo capito, lo stato é un padre assente, forse colpevole, non lo so, non voglio nemmeno pensare che sia possibile, perché un padre non uccide i propri figli, i figli vanno protetti, curati e noi siamo in pericolo costantemente, dobbiamo essere tutelati. Lo stato può, lo stato deve perché senza popolo alla fine non ha motivo di esistere. Il mio appello è chiaro, forte. Gli unici odori che vorremmo respirare sono: l’odore dello zolfo, della brezza marina, del caffè, dell’erba verde dei campi da calcio, del pesce appena pescato, della frutta fresca e dell’aria frizzante del mattino. Noi Vogliamo semplicemente vivere. Presidé, chiediamo troppo?

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