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Terremoto Amatrice un anno dopo: il ricordo delle 239 vittime, la ricostruzione a rilento

Amatrice un anno dopo ricorda quella terribile notte del 24 agosto, con il terremoto che in pochi minuti porta via un paese intero spezzando 239 vite. Il piccolo centro appenninico, con Accumoli epicentro di quella che sarà ricordata come la prima fase del Terremoto del Centro Italia del 2016, si stringe attorno ai suoi morti per ripartire, ancora una volta, nonostante le incertezze e i molti ritardi della ricostruzione, proprio mentre nuove polemiche investono il paese dopo il terremoto a Ischia.

La fiaccolata in ricordo delle 239 vittime

Ieri sera ad Amatrice la commozione era palpabile nel volto dei partecipanti alla fiaccolata per il ricordo dei suoi morti, inaugurata con 239 tocchi di campana in ricordo delle altrettante vittime del sisma. L’ultimo tocco di questa lunga e commovente litania arriva alle 3:36 e 32 secondi del 24 agosto, l’ora in cui la terra tremò scuotendo questo lembo di Appennino e mandando in briciole Amatrice. Era ben visibile nel volto di Sergio Pirozzi, il sindaco sempre in prima linea in questi 365 lunghissimi giorni per difendere gli interessi del suo paese distrutto dal sisma e per aiutare in ogni modo i suoi cittadini e non ha voluto telecamere a riprendere la fiaccolata.

Leggi la nostra intervista di un anno fa al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi

Il corteo si forma poco prima delle 23, prima alla spicciolata e poi sempre più numeroso: ci sono ovviamente parenti e amici delle vittime ma anche di persone arrivate dai centri vicini del Reatino e dell’Aquilano per far sentire la propria solidarietà. Per strada centinaia di persone, di ogni età, con indosso la felpa – chi rossa, chi blu, chi bianca o beige – con scritto a caratteri cubitali “Amatrice”, come fosse il nome di una squadra di calcio o di altro sport, la felpa sempre indossata anche dal sindaco Pirozzi, che è diventata simbolo della rinascita del piccolo paese appenninico.

A che punto è la ricostruzione

«Ci serve la speranza» ci aveva detto Sergio Pirozzi un anno fa, con le case crollate davanti agli occhi e molte vittime ancora sotto le macerie. Ad un anno dal sisma, la speranza non basta più e la ricostruzione è ancora molto lontana dall’esser completata. A giugno il 92% delle macerie causate dal sisma del 2016 in Centro Italia era ancora in strada. I tecnici della Protezione Civile si difendono affermando che  «ci sono 208.000 abitazioni da verificare e non abbiamo ancora finito: dopo il terremoto dell’Aquila ne avevamo 75.000, in Emilia 42.000.» Fatto sta che siamo ancora alle verifiche, mentre la burocrazia rallenta pure le soluzioni temporanee come i “prefabbricati”. Delle 3621 casette temporanee ordinate nei 51 comuni “cratere” tra cui Amatrice, ne sono state consegnate poco più del 10%: tempo medio per la consegna 11 mesi. Vi chiedete ancora a che punto sia la ricostruzione?

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